Tre turni a Mchedlidze ma Empoli si ribella «È un accanimento»
La società annuncia subito il ricorso contro la squalifica Il ds Carli: «Ha pianto per più di un’ora, non lo merita»
EMPOLI. Al signor Paolo Valeri, professione arbitro, non bastava mettere il bastone fra le ruote dell’Empoli e, di fatto, condizionare la lotta per la salvezza. No, il fischietto romano ha anche deciso di accanirsi contro Levan Mchedlidze, redigendo un referto che ha prodotto la squalifica di tre giornate per l’attaccante «per avere, al 25' del primo tempo, col pallone a distanza di giuoco, colpito volontariamente un calciatore avversario con una manata al volto«. Una stangata che significa, di fatto, stagione finita.
Scherzi a parte. Se l’arbitraggio di Carpi-Empoli sembrava un film dell’orrore, insomma, ora si scivola dentro “Scherzi a parte”. Peccato, però, che di comico ci sia poco. Soprattutto per il giocatore. Che, ormai, somiglia sempre più al povero Paperino. Proprio come il personaggio della Disney, infatti, non è sfortunato ma anche di più: capitano tutte a lui. Da infortuni patiti con la maglia della nazionale a decisione arbitrali che non stanno né in cielo né in terra.
Il ricorso. Anche per l’Empoli, inteso come società, che ha immediatamente annunciato che presenterà ricorso. «Sì – conferma il ds Carli, ancora scosso dalla notizia – lo faremo sicuramente. E non per permettergli di giocare una partita in più o in meno, ma perché non è giusto che Levan venga trattato come un giocatore violento, quasi un delinquente. Non ho ancora capito se fosse fallo o meno, il suo, ma di sicuro non ci stava l’espulsione. Figuriamoci tre giornate di squalifica». Ed è significativa, la decisione del club. Perché mesi fa, quando tre giornate di squalifica toccarono a Saponara, non ci fu nessun ricorso. «Nell’occasione – ricorda il dirigente – decidemmo di non farlo perché tutti noi, giocatore in primis, eravamo convinti che Riccardo avesse commesso un errore. Ma Levan no, non ha fatto niente. E dargli 3 giornate di squalifica è un accanimento. Per di più nei confronti di un ragazzo che non lo merita». E che, ovviamente, sta vivendo un momento molto difficile. «Lunedì – svela Carli – alla fine della partita ha pianto per un’ora e mezza. No via, non è giusto. Non lo merita. Faremo di tutto, stavolta, perché venga fatta giustizia. Siamo tutti vicini a Levan».
Solidarietà... virale. E vicini a Mchedlidze, via social, sono anche i tifosi azzurri. La notizia della sua squalifica per tre giornate, infatti, ha fatto il giro del web in pochi minuti e la reazione del popolo azzurro è pressoché unanime: «Una verogna». Tanto che, su Facebook, sono già partiti tre hastag per lui: #iostoconLevan, #giùlemanidaLevan e #nessunotocchiLevan.
Incredulità. Una consolazione parziale, ma pur sempre una consolazione, per il georgiano che proprio al suo profilo Facebook (letteralmente invaso dai messaggi di solidarietà dei tifosi) ha affidato la sua prima reazione a caldo: «Cosa devo dire? Non ci credo... Ancora sto pensando per cosa mi hanno dato tre giornate di squalifica e non trovo il motivo... ieri sono rimasto male perché ho lasciato la mia squadra quasi tutta la partita in 10 e non avevo capito cosa avevo fatto di male... Oggi successo peggio...». Già, al peggio non c’è mai fine.
@DavidBiuzzi
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