Il Tirreno

Empoli

Miracolo compiuto Non fermarti Empoli

di David Biuzzi
Miracolo compiuto Non fermarti Empoli

La salvezza è matematica, ma mollare sarebbe un peccato

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EMPOLI. Al tavolo dei grandi. Ancora lì. E in tutti i sensi. Già, perché la certificazione matematica alla nuova impresa - costruita sul campo e in bello stile - è arrivata alla fine del classico pranzo della domenica. Insieme al caffè o, per chi preferisce, all’amaro. Di amaro, però, c’è davvero poco. L’Empoli, il piccolo Empoli, resta nel paradiso del pallone e lo fa con pieno merito. Che chiedere di più?

I motivi. Proviamo a farlo, però. Si può e si deve chiedere all’Empoli di non mollare, di non abbassare la guardia. Certo, con la nave in porto la feroce determinazione vista, ad esempio, nel derby con la Fiorentina è poco più di un piacevole ricordo. Ma anche questa medaglia, come tutte le altre, di facce ne ha due. E l’altra dice che ora gli azzurri possono giocare con la testa libera. Situazione ideale per un gruppo che ha gioventù e qualità fra le sue caratteristiche principali. Per un gruppo che può e deve onorare prima di tutto il suo valore, poi regalare altre gioie a un popolo (quello azzurro) sempre più legato ai suoi ragazzi e anche evitarsi le polemiche (e le offese) che un attaggiamento blando produrrebbero sicuramente. In queste 4 partite, poi, c’è in palio un 10º posto che vale per la gloria e, come rivela il presidente Corsi, per le casse (si parla di 2,5 milioni, mica bruscolini...). Tanti buoni motivi per insistere, insomma. A partire da oggi, perché se ci sono cose che sicuramente non mancheranno al Carpi sono l’assoluta determinazione, la grinta, la voglia.

La chiave. Non sarà semplice, insomma. Gli emiliani si giocano una fetta importante (forse determinante) di salvezza ed è chiaro che lotteranno su ogni pallone, per ogni centimetro di campo. L’Empoli, quindi, non deve né spaventarsi né rinunciare. Giocare senza pressioni, come detto, può aiutare. L’importante è che gli azzurri facciano la loro partita, soffrendo quando ci sarà da soffrire e piazzando i colpi tutte le volte che sarà possibile farlo. Il resto, poi, potranno farlo le motivazioni individuali. Perché Mchedlidze, oggi titolare, insegue il primo gol, Saponara vuole ritrovarlo dopo un girone di astinenza, Zielinski si gioca un posto da titolare agli Europei, tanti altri giocatori mettono in palio una fetta del loro futuro (a Empoli o altrove). Le motivazioni, insomma, non mancano. Basta cercarle. Basta che l’Empoli, anche oggi, faccia l’Empoli.

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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