Giampaolo sorride «È straordinario»
Il tecnico si gode il successo ma non vuole mollare la presa «Ora dobbiamo insistere, basta poco a fare brutte figure»
EMPOLI. Lo spumante era già in fresco da tempo, ma ieri l'Empoli lo ha potuto stappare. È arrivata la seconda salvezza consecutiva, una rivincita per gli azzurri che a inizio stagione erano stati dati per spacciati. Una rivincita per Marco Giampaolo che non può far altro che esultare. «Si tratta di un risultato straordinario – spiega il tecnico – è una cosa che ormai da qualche settimana fa parte della normalità, ma 7 o 8 mesi fa non era così. Per l'Empoli non è una cosa da poco avere la certezza di rifare la serie A, ma è il frutto della coerenza e della programmazione societaria. È come quando indossi un abito e tutti ti riconoscono».
Per Giampaolo un grande successo dopo che era stato costretto a ripartire dalla Lega Pro. «Sono sceso in Lega Pro per una sorta di scommessa con me stesso – racconta – volevo intraprendere questa avventura per capire se potevo allenare in serie A. L'Empoli mi ha permesso di fare questo salto prima del tempo e ora mi porrò altri obiettivi. Ma la mia soddisfazione personale dura soltanto due minuti».
Qualcuno azzarda anche il paragone con Claudio Ranieri, considerato (come il tecnico abruzzese) già bollito: «Chi allena ed è motivato sopporta tante cose. Ranieri ha accettato una nuova scommessa perché è spinto da qualcosa. Ed è eccezionale quello che sta facendo».
Non è però il momento di adagiarsi sugli allori, bisogna pensare alla sfida col Carpi. «In questa gara ci guarderanno tutti – spiega il tecnico – nel senso che l'Empoli deve dare dimostrazione di serietà come ha fatto il Verona pochi giorni fa contro di noi. E poi arrivare decimi o arrivare quart'ultimi fa la differenza, io voglio arrivare decimo. Ad arrivare sedicesimi non ci si mette nulla basta fare quattro partite di m... - tuona il tecnico che accortosi del linguaggio colorito utilizzato aggiunge - forse è meglio che questa parte la tagliamo, anzi no, almeno rende meglio l'idea. Spero - continua - che i ragazzi diano tutto, altrimenti ci resterei male dal punto di vista personale». L'allenatore azzurro parla anche della probabile formazione rivelando che Mchedlidze scenderà in campo dal primo minuto. «Levan ha bisogno di giocare, gli ho fatto fare qualcosa contro la Lazio e col Verona. Sono curioso di vederlo all'opera, la mia curiosità è sulla sua condizione fisica. Maccarone? Massimo ha raggiunto un equilibrio e una maturità che solo gli anni ti danno. Anche se non sempre è così. Ci sono calciatori che arrivano a 35 e 36 anni e vogliono giocare sempre, ci sono giocatori che capiscono e gestiscono la loro carriera in un certo modo».
Infine un accenno sul suo futuro. «Non ho certezze – sottolinea Giampaolo – ho già detto che il mio compito era ripagare la società della fiducia e questo è accaduto. I dirigenti devono mettere a posto le loro cose e poi decidere, è il club che deve definire i programmi».
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