Sicurezza
Saponara-Barnardeschi sfida all’ultimo numero
Il duello fra i due gioielli può decidere le sorti dell’incontro del Castellani
EMPOLI. Così lontane, così vicine. Empoli e Fiorentina, che domani al Castellani, accenderanno il derby dell’Arno, sono divise, almeno nel pallone, da molte cose. Tradizione, blasone, ambizioni: sembrano quasi due pianeti diversi. Emisferi distanti anni luce e non quei 20 chilometri di asfalto che corrono lungo la Fi-Pi-Li. Eppure c’è qualcosa che fa pensare al titolo (liberamente adattato al tema) di uno dei capolavori del maestro (del cinema) Wim Wenders. Mai come negli ultimi anni, infatti, azzurri e viola si sono fatti interpreti di una filosofia calcistica comune. Quella della ricerca del gioco. Della qualità, del talento. Sono stati Sarri prima e Giampaolo poi da una parte, Montella prima e Sousa poi dall’altra, i registi di queste (apprezzate) opere che, nell’opaco panorama del pallone italiano, hanno poche (e brutte) copie. Scuole di pensiero calcistico dal profumo europeo, insomma, incarnate forse al meglio da due dei tanti protagonisti che, domani, potrebbero incidere assai sul match: Riccardo Saponara e Federico Bernardeschi.
Il derby... del talento. Sono le massime espressioni di talento delle due squadre, sono ragazzi cresciuti nei rispettivi vivai che ce l’hanno fatta, si sono imposti. Anche loro hanno caratteristiche diverse: trequartista pure il numero 5 dell’Empoli, esterno mancino che ama partire da destra il 10 viola. Li dividono anche due anni e spiccioli di differenza di età (è nato nel dicembre 1991 Saponara, nel febbraio del 1994 Bernardeschi) ma ad unirli c’è un’altra dote che li rende così importanti per le rispettive squadre: non cercano il numero fine a se stesso, non vogliono vincere le partite da soli. Le loro doti, spesso e volentieri, sono al servizio della squadra. Altro motivo per cui, domani, potrebbero davvero far pendere l’ago della bilancia dall’una o dall’altra parte.
Non al top. Al derby, in realtà, nessuno dei due arriva nel momento di massimo splendore. Saponara non segna da quasi 4 mesi (l’ultima, non a caso, coincide con l’ultima vittoria interna degli azzurri: il 3-0 rifilato al Carpi...), Bernardeschi non brilla come nei giorni migliori. Entrambi, comunque, continuano a essere decisamente importanti per le rispettive squadra. E il ragazzo di Carrara ho tagliato anche il traguardo, a lungo e (per ora) vanamente seguito dal trequartista dell’Empoli, del debutto con la maglia dell’Italia. Per due che, come detto, sono stati anche meglio non è poco...
Il passato. Ad unirli, poi, c’è anche un passato comune che si chiama Empoli. Quello di Saponara è anche un gran bel presente, quello di Bernardeschi risale a quando, ragazzino, giocava nel Ponzano. Ad appena 10 anni, in sostanza, diventò un oggetto del desiderio sul mercato visto che sia l’Empoli che la Fiorentina provarono ad assicurarselo. Ebbero la meglio i viola, che lo hanno poi cresciuto nel loro vivaio e mandato a farsi le ossa a Crotone. Non è stata, quella, l’unica volta in cui l’attaccante è stato vicino alla maglia azzurra. Anche nell’estate del 2014, infatti, si parlò a lungo di un suo possibile passaggio in prestito alla corte di Sarri. Ma l’Empoli cercava un trequartista puro e, alla fine, l’affare non andò in porto.
Il futuro. Ma evidentemente è il destino di Bernardeschi come di Saponara quello di essere sempre al centro del mercato. Il talento gigliato, infatti, è nel mirino dei più importanti club europei. Addirittura il Barcellona lo ha fatto visionare più volte e anche Braida, una vita al Milan prima del passaggio in Spagna, ha voluto vederlo all’opera di persona. La valutazione potrebbe superare tranquillamente i 30 milioni. Ne basteranno di meno, invece, per prendere l’azzurro (che, comunque, l’Empoli potrebbe arrivare a valutare fino a 25...), che ha comunque tanti occhi addosso e alcuni anche importanti. In Italia il suo nome è sul taccuino di tanti club (dalla Juve al Napoli passando per la Roma e la stessa Fiorentina...), all’estero ha suscitato l’interesse di Liverpool e Bayern Monaco. Sotto questo punto di vista, insomma, per i due talenti si annuncia un’estate davvero calda.
L’incrocio. Intanto, però, dovranno traghettare in porto i rispettivi club. E, domani, questa strade che si somigliano tanto torneranno a incrociarsi. Con una certezza: chi riuscirà a prevalere nel virtuale e personalissimo derby dei talenti, alla fine della fiera avrà buone possibilità di uscire dal terreno del Castellani col sorriso e a mani piene.
@DavidBiuzzi
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