Gioco
L’Empoli riprende fiato «Ma serve un gran finale»
I risultati delle pericolanti tengono gli azzurri decisamente lontani dai guai Carli: «A Torino prova positiva e ora ne servono altre, lo dobbiamo a noi stessi»
EMPOLI. Non si può sorridere di una sconfitta. No, proprio non si può. Non lo permettono la logica e il buonsenso. Eppure quella di Torino, in casa Juve, non ha un sapore particolarmente amaro per l’Empoli.
O, almeno, ci sono due aspetti che attenuano assai il rammarico. Il primo è legato alla buona prova degli azzurri (sicuramente la migliore del’ultimo periodo), la seconda sono i risultati delle pretendenti alle salvezza (coi ko di Carpi, Frosinone e Palermo). Non è un paradosso, insomma, dire che la salvezza oggi è più vicina. E neanche poco. «Sarei un bugiardo a dire che non sia contenti dei risultati – sentenzia il ds azzurro Carli – anche perché dimostrano che non è facile per nessuno e che i 36 punti che abbiano sono tanta roba. Detto questo, però, è un dovere assoluto per tutti noi chiudere il campionato nel migliore dei modi. Ci mancano 7 partite e dobbiamo fare 7 grandi partite. Lo dobbiamo prima di tutti a noi stessi».
Quella con la Juve, in definitiva, non è stata male...
«È difficile pensare di andare a fare risultato in casa di una Juve che, con quella contro di noi, ha vinto 20 delle ultime 21 partite. Non siamo soddisfatti perché torniamo a casa con una sconfitta, ma la prestazione è stata importante. Siamo stati bene in campo, abbiamo giocato spesso nella metà campo dei campioni d’Italia e concesso il giusto, almeno fino al finale. Il problema, semmai, è che stiamo facendo fatica a fare gol e anche a costruire occasioni da gol. Su questo aspetto dobbiamo migliorare».
Secondo lei da cosa dipende?
«Probabilmente più fattori. Il più importante dei quali è, senz’altro, i problemi che molti dei nostri giocatori, anche di quelli importanti, hanno avuto negli ultimi mesi. L’Empoli i suoi successi li costruisce con il lavoro e non potersi allenare bene con continuità alla fine pesa sull’economia del gioco».
Si riferisce a Saponara?
«Anche, ma non solo. Quello di Riccardo, comunque, è un caso emblematico. A Torino, al di là dell’occasione fallita, ha giocato una buona partita nonostante in settimana non fosse stato bene e, uscito lui, si è visto quanto sia importante averlo anche non al top. Ma quello che mi preme sottolineare è che in un momento del genere la cosa più facile per lui sarebbe alzare la mano a chiamarsi fuori. Invece, come altri compagni, è pronto a stringere i denti perché è molto attaccato alla nostra realtà».
Servirebbe in buona forma per il derby.
«Speriamo che riesca ad allenarsi bene, il resto verrà da solo perché ha qualità fantastiche. Ma contro la Fiorentina tutti noi dovremo essere pronti a dare qualcosa di più. È una partita speciale».
Che andrà affrontata in modo speciale...
«Esatto. È senza dubbio una delle partite più importanti della stagione. Anche fra le più difficili, visto il valore del nostro avversario. Però sappiamo che i nostri tifosi ci tengono molto e visto che ci sono sempre stati vicini ci sentiamo in obbligo di sdebitarci dando tutto quello che possiamo. Sarà una bella giornata di sport e dobbiamo onorarla».
@DavidBiuzzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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