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Empoli

Mchedlidze-Big Mac e quel passato con più ombre che luci

di David Biuzzi
Mchedlidze-Big Mac e quel passato con più ombre che luci

Le loro avventure in rosanero non sono state fortunate e ora proprio al Palermo chiedono il pass per la tranquillità

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EMPOLI. Potrebbe essere un fattore. O almeno il popolo azzurro spera che possa diventarlo. È la carica degli ex. Di due degli attaccanti di casa Empoli che la maglia del Palermo l’hanno vestita. Senza troppa fortuna, forse, anche se le storie in rosanero di Massimo Maccarone e Levan Mchedlidze sono diverse. Alla fine, però, il risultato non cambia: il Castellani è la loro casa e al Castellani vogliono mettere, domani, un altro mattone (forse decisivo) nella costruzione della salvezza.

Quel gol a Buffon. Il primo ad affacciarsi nella Conca d’oro è stato il gigante di Tbilisi. Il Palermo lo prese dall’Empoli nell’estate del 2008, quando Levan era da poco maggiorenne: prestito oneroso da 1 milione e diritto di riscatto, 2 anni dopo, a 6. Il primo anno arrivò il debutto in serie A: 9 presenze condite da 1 storico gol. Quello a Buffon, in Juve-Palermo, che sancì la storica affermazione dei siciliani a Torino. Sembrava l’inizio di una grande storia, anche grazie al feeling con Zenga. Poi il cambio in panchina, l’arrivo di Delio Rossi (uno dei denominatori comuni di questa doppia storia di ex...) qualche infortunio, le incomprensioni. Mchedlidze, a metà della stagione successiva, rompe con il ds Sabatini (ora alla Roma) e se ne torna in Georgia. Scaduto il prestito scioglie le riserve sul suo futuro tornando in azzurro. Dove tanti intoppi e tanta concorrenza finora gli hanno impedito di esplodere. Ma lui, intanto, è cresciuto. Anche come uomo. È uno dei leader del gruppo e, domani, può dimostrare al Palermo che scommettere su di lui non era poi stata una così cattiva idea...

Solo di passaggio. Maccarone, invece, a Palermo atterra nell’estate del 2010. È reduce dalle stagioni di gloria col Siena ed è un vero colpo di mercato. Neanche lui, però, lega con Delio Rossi. Anzi. Il tecnico non lo vede, lui gioca poco e pur ambientandosi bene (regge tuttora l’amicizia con il viola Ilicic) colleziona 18 presenze e 2 gol fino al gennaio del 2011. Poi lo chiama la Samp, che ha ceduto Pazzini, e lui vola a Genova. Una scelta che non pagherà, anche se alla lunga si rivelerà la migliore... per l’Empoli. I blucerchiati, infatti, retrocedono e con Big Mac si rompe qualcosa. Il pubblico lo prende di mira, la società lo mette ai margini. Manna dal cielo per gli azzurri, appunto, perché 12 mesi dopo (gennaio 2012), Maccarone torna finalmente dove tutto era cominciato, torna a casa, torna a Empoli. Contribuendo, da protagonista, alla stagione d’oro di Sarri prima e Giampaolo poi. Non cerca vendette col Palermo (peraltro già castigato in più occasioni con la maglia azzurra...), perché della città e dell’ambiente conserva anche oggi un ottimo ricordo. Ma in ballo, domani, ci sarà una fetta importante di salvezza. E il capitano, come Mchedlidze, vuole lasciare il segno.

@DavidBiuzzi

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