Sicurezza
«Non abbiamo paura torneremo a brillare»
La fiducia dei tifosi nelle parole del presidente dell’Unione club
EMPOLI. Io non ho paura. No, stavolta non si tratta del titolo libro di Niccolò Ammaniti, né di quello del film, firmato Salvatores, che ne è stato tratto qualche anno fa (il 2003, per la precisione). È, più semplicemente, il messaggio che arriva dal popolo azzurro dopo le 4 sconfitte consecutiva che hanno minato la marcia dell’Empoli.
È il presidente dell’Unione club, Athos Bagnoli, a dirlo a chiare lettere in vista di un doppio impegno interno, quello contro Sampdoria e Palermo, che per la truppa di Giampaolo vale molto. Moltissimo. Forse una stagione intera. «Sicuramente – sottolinea il massimo dirigente del tifo organizzato – non siamo nel nostro miglior momento. Quattro sconfitte consecutive non possono farci sorridere, ma dire che c’è paura o anche solo preoccupazione mi sembra troppo. Siamo dispiaciuti, questo sì, ma ora pensiamo alle prossime partite».
Eppure la classifica si è accorciata...
«Se avessimo 20 ma anche 25 punti ci sarebbe di che preoccuparsi. Ma, per merito della squadra, sono di più. Un periodo negativo può capitare, non dobbiamo scordarci mai quella che è la nostra realtà».
Cioé non avete mai pensato a qualcosa di diverso rispetto alla salvezza?
«Lo abbiamo sognato. Perché è giusto che i tifosi sognino. È il bello di questo sport. Ma senza mai perdere di vista la realtà».
Realtà che ora dice che ci sono due partite importanti alle porte.
«Molto importanti. Anche per questo è importanti non farsi prendere le mano da quello che è successo. Nelle ultime partite l’Empoli avrà fatto qualcosa in meno sì e no nel primo tempo col Genoa, quindi ha tutte le carte in regola per tornare presto a brillare a vincere le partite».
Da cosa può essere dipeso questo calo? Forse un po’ di appagamento?
«Non credo, perché altrimenti i ragazzi non avrebbero giocato come hanno fatto. Vari fattori, probabilmente, ma ora l’importante è quello che deve venire, non il passato. Siamo vicini all’Empoli oggi più che mai, perché in queste due partite possiamo e dobbiamo chiudere il discorso».
@DavidBiuzzi
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