Gioco
L’Empoli in coda ma Giampaolo ordina «Restiamo lucidi»
Il tecnico a Coverciano torna sul momento negativo dei suoi «L’importante è non rinunciare alle nostre caratteristiche»
EMPOLI. Il calcio, si sa, non è esattamente una scienza esatta. Ma anche i numeri, nella loro freddezza, hanno il loro perché. Ovvero un significato, più o meno profondo, che non si può fingere di non vedere.
Ultimi della classe. E oggi, dopo quattro sconfitte consecutive, i numeri parlano chiaro: l’Empoli è ultimo nella classifica relativa al girone di ritorno. Con 4 punti conquistati, gli azzurri si sono visti “mangiare” 7 lunghezze dal Frosinone, attuale terz’ultimo in classifica, che ne ha messi insieme 11, ma anche 4 dal Carpi e 6 dal fanalino di coda Verona. Una situazione non da paura, è vero, ma sulla quale riflettere. L’allarme, infatti, non è ancora rosso perché anche nello stesso numero di partite dell’andata gli azzurri non erano poi così in alto: di punti ne avevamo 10 e non erano poi troppo lontani dalla zona rossa. Il girone d’andata da favola, insomma, più o meno l’Empoli di Giampaolo se lo è costruito dopo.
Rimediare. Il tempo per rimediare, insomma, non manca. Ma dopo aver fallito alcuni match point per chiudere il discorso salvezza (in particolare la sfida interna col Frosinone, ma anche l’ultima gara in casa del Genoa), ora non c’è più tempo da perdere. E, prima di finire davvero in mezzo guai, gli azzurri devono sfruttare al massimo il doppio turno interno contro Sampdoria (in crescita) e Palermo (che di punti nel ritorno ne ha conquistati appena 6 e che nello stesso momento del girone d’andata era addirittura sopra di 1 a Maccarone e soci...).
Passo indietro. Ritrovare il miglior Empoli, insomma, non è un obbligo ma quasi. Anche perché se la serie negativa è stata segnata da episodi ai confini della realtà (la gara col Frosinone), strane decisioni arbitrali (col Sassuolo) e avversari in gran forma (Roma), a Genova c’è stato anche un primo tempo in cui gli azzurri hanno subito troppo. O meglio, non hanno quasi mai impensierito un avversario non irresistibile che però ci ha messo più corsa, più pressing e più voglia. Sicuramente c’è un peso delle assenze che si fa sentire, perché la difesa titolare (Laurini-Tonelli-Costa-Mario Rui) non si vede da una vita e aveva prodotto risultati eccellenti, perché in questo momento di flessione forse fisiologica l’Empoli non si può permettere di regalare il suo uomo in più, Riccardo Saponara. E la differenza di rendimento di tutto il complesso fra quando c’è (nel secondo tempo col Genoa) e quando non c’è (con la Roma e nel primo tempo di Marassi) si è vista e avvertita al di là di ogni ragionevole dubbio.
Lucidità. Intanto la prima linea guida l’ha tracciata Giampaolo, ieri mattina a Coverciano per assegnare la Panchina d’oro (a proposito, terzo Sarri per la sua stagione in serie A con l’Empoli). «In questo momento è importante restare lucidi – ha sottolineato l’allenatore – non siamo fortunati e i risultati non premiano le nostre prestazioni ma non dobbiamo piangerci addosso. Né rinunciare alle nostre caratteristiche. L’Empoli deve avere sempre la sua voglia di giocare e di giocare bene. E se continueremo a farlo arriveranno anche i risultati».
@DavidBiuzzi
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