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Empoli

PARLA GIAMPAOLO

«È una crisi di risultati non di gioco Meritavamo il pari»

GENOVA. La trasferta di Genova porta in dote all'Empoli la quarta sconfitta consecutiva. Gli azzurri in questo girone di ritorno non sono ancora riuscito a vincere. Ma per Marco Giampaolo, guai a...

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GENOVA. La trasferta di Genova porta in dote all'Empoli la quarta sconfitta consecutiva. Gli azzurri in questo girone di ritorno non sono ancora riuscito a vincere. Ma per Marco Giampaolo, guai a parlare di involuzione. La crisi, se così la vogliamo chiamare, ha colpito soltanto i risultati ma non il gioco è il tecnico prova a vedere il bicchiere mezzo pieno.

«Nel primo tempo abbiamo subito la fisicità del Genoa – spiega il tecnico azzurro – ci hanno impedito di creare gioco, abbiamo avuto pochi spazi. Nel secondo tempo invece abbiamo giocato, meritavamo di pareggiare abbiamo avuto un'opportunità con Zielinski ma poi abbiamo subito il gol nel nostro momento migliore. Poi abbiamo provato anche a pareggiare, ci siamo andati vicini con Mchedlidze ma non ci siamo riusciti. Nel primo tempo abbiamo fatto fatica, nel secondo tempo invece siamo stati l'Empoli, ho visto la squadra che conosco».

L'allenatore azzurro non vuole trovare alibi per questa sconfitta, nemmeno quello delle tante assenze che hanno decimato la squadra. «Delle assenze non voglio parlare, voglio solo parlare di chi ha giocato, chi è sceso in campo ha dato il massimo, gli assenti erano fuori e di loro invece non voglio parlare. Con il senno di poi non si fa niente. Il Genoa ha creato densità – prosegue – ci ha impedito di giocare, poi sono calati e noi siamo riusciti a sviluppare meglio la manovra. L'Empoli non gioca più come prima? C'è una crisi di risultati ma non di gioco – sottolinea Giampaolo – la lotta per la salvezza è aperta a tutte le squadre, noi abbiamo il doppio turno in casa contro Sampdoria e Palermo e dobbiamo sfruttarlo al meglio delle nostre possibilità. L'Empoli vale le altre squadre che sono lì a lottarsi la permanenza in A, quindi dobbiamo tenere alta la guardia non possiamo mollare nemmeno un secondo». L'allenatore conclude commentando la prova di Mchedlidze. «Levan nel primo tempo è stato costretto a rincorrere a tornare spesso nella nostra metà campo e per questo motivo ha fatto molta fatica. Nel secondo – conclude – ha potuto muoversi più sul fronte d'attacco senza sprecare energie».

Alessandro Marmugi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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