Gioco
«Basta nervosismo» Arriva l’ordine del presidente Corsi
Il massimo dirigente non ha dubbi sul momento negativo «Crisi di risultati e non di gioco, ma certi atteggiamenti...»
EMPOLI. «Con un’altra classifica sarebbe stato un problema». Bastano forse queste parole, a Fabrizio Corsi, per inquadrare i problema di casa Empoli. Problemi reali, che si manifestano con le tre sconfitte consecutive ma anche e soprattutto con la pioggia di provvedimenti disciplinare, fra cartellini rossi e gialli, che ultimamente ha ricoperto gli azzurri. Situazione che andrebbe bene per ammirare un arcobaleno, ma non per vivere un finale di stagione all’altezza della prima parte.
«Vogliamo e dobbiamo ricominciare al più presto a fare risultato – spiega ancora il presidente – e quindi dobbiamo ricominciare a metterci qualcosa in più. Non solo nelle partite ma anche nel lavoro quotidiano. In verità non è che in questo mese e mezzo siano (il periodo trascorso dall’ultimo acuto, ndr) siano venute meno molte cose, ma evidentemente qualcosa ci è mancato».
Ed è subentrato un certo nervosismo...
«In linea di massima sono mancati più i risultati che il gioco. Ma i fatti dimostrano che questo nervosismo c’è e di sicuro non ci permette di esprimerci al cento per cento. Come società abbiamo cercato di intervenire parlando coi i ragazzi sia a livello di gruppo che singolarmente. E, devo essere sincero, qualcosa di meglio in questo senso con la Roma si è visto. Eravamo stati perfetti fino a quel brutto gesto di Mario Rui che non ha spiegazioni. Anche lui, però, deve capire che se aspira a una carriera ambiziosa deve fare un salto di qualità sotto il profilo comportamentale».
Ma è preoccupato?
«No, preoccupato no. Ma non voglio che certi atteggiamenti si ripetano. Portano solo negatività e non solo sotto il profilo dei risultati».
Secondo lei può aver tolto qualcosa anche la classifica tranquilla?
«Non so se il discorso è legato alla classifica, ma a mio avviso il nervosismo può essere figlio della presunzione. Reagire a un fallo a protestare in maniera veemente per una decisione arbitrale significa anche non essere più abituati alle difficoltà. E, invece, per chi gioca nell’Empoli la difficoltà rientra e deve rientrare nella normalità delle cose».
Le assenze, soprattutto quelle continue in difesa, quanto hanno pesato?
«Di sicuro rinunciare a giocatori importanti non è facile per nessuno. Ma non dobbiamo neanche farne un alibi. Anche perché ho visto giocatori come Cosic e Zambelli giocare ottime partite. In generale abbiamo avuto ottime risposte dai giocatori meno impiegati».
Quindi come se ne esce?
«Con la solita ricetta. Testa bassa e pedalare. E con gli atteggiamenti giusti. A cominciare da noi dirigenti e dai tifosi. Anche se sul pubblico empolese, in questo senso, ormai non ho più dubbi».
Ultima curiosità: lei ama definirsi un presidente e rinnova il contratto dell’allenatore quando perde. Lo ha già fatto con Giampaolo?
«Ancora no. Ma tra 5 o 6 punti ci metteremo seduti a parlare insieme dell’Empoli del futuro».
@DavidBiuzzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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