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Empoli

È tre il numero maledetto per l’Empoli

di David Biuzzi
È tre il numero maledetto per l’Empoli

Gli azzurri fanno quel che devono (a parte Mario Rui...) e che possono ma contro Spalletti arriva il terzo stop consecutivo

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EMPOLI. Altro che numero magico, in casa Empoli il tre diventa quello maledetto. Perché non sono solo i gol incassati dalla Roma, ma anche e soprattutto la quota raggiunta alla poco gradevole voce “sconfitte consecutive”. È un periodaccio, insomma. E la sfida coi giallorossi lo conferma. Perché, non bastassero limiti e demeriti che comunque ci sono, tutti o quasi gli episodi (tolto il semi-comico autogol di Zukanovic) girano contro. A sfavore. Ma siccome la disgrazie non vengono mai da sole, è quello che succede mentre i passano i titoli di coda a rendere davvero amaro un pomeggio carico anche di freddo e pioggia: l’ingiustificabile espulsione di Mario Rui.

Difesa meno coraggiosa. Già, perché tutto sommato l’Empoli fa quel che deve e quel che può. L’assenza di Saponara pesa, soprattutto perché Krunic è generoso e pure bravo ma con caratteristiche diverse, ma pesa soprattutto l’ennesima difesa inedita che Giampaolo deve disegnare. Il quartetto, infatti, non ha il coraggio di quello dei giorni belli. E quando la Roma riesce a saltare la prima linea di pressing commette l’errore di arretrare troppo. Così El Shaarawy, complice un piazzamento poco felice di Skorupski, puà già alzare la cresta al 5’. Così nasce anche l’azione che porta alla punizione (generosa, il contatto fra Paredes su Salah davvero minimo...) che Pjanic trasforma al secondo tentativo riportando avanti i giallorossi una manciata di secondi dopo il pasticcio Szczesny-Zukanovic.

Gioco con meno sbocchi. Il resto, come accennato, lo fa l’altra assenza, quella di Saponara. Nel palleggio, infatti, i centrocampisti trovano raramente il passaggio avanzato (è l’inserimento il punto di forza di Krunic, come dimostra l’azione dell’autorete) e il 4-3-3 disegnato da Spalletti per il suo ritorno al Castellani (con il chiaro intento di fare densità in mezzo, visto che il “falso 9” Perotti si appiccica spesso a Paredes) riesce a contenere i danni. L’Empoli aggira l’ostacolo sfondando sull’esterno, soprattutto con Mario Rui, ma le occasioni sono poche. Non a caso il miglior momento degli azzurri arriva dopo un avvio di ripresa complicato. Cioé quando Buchel rileva Krunic ed è Croce a piazzarsi fra le linee. D’incanto, infatti, la manovra torna fluida e la Roma rischia di franare soprattutto sulla propria destra, dove Maicon fatica tantissimo (anche perché poco aiutato da Salah, evidentemente appagato dal video mostrato da Spalletti in sala stampa alla vigilia...) e Iago Falque. Il problema, per l’Empoli, è che il gol non arriva. Perché un’acrobazia di Maccarone si perde alta, perché Pucciarelli punge poco e l’impatto sul match di Livaja è pessimo. Ma anche perché Gervasoni sorvola su una trattenuta di Zukanovic sullo stesso Maccarone (la severità, insomma, vale da una parte sola...). Sul più bello, poi, ancora il Faraone chiude i conti e il resto è solo il folle gesto di Mario Rui. E alla fine, insomma, l’unico empolese che sorride è... Spalletti.

@DavidBiuzzi

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