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L’Empoli in crisi... di nervi Oggi il summit con Carli

di David Biuzzi
L’Empoli in crisi... di nervi Oggi il summit con Carli

Gesti plateali e proteste insistenti pesano più delle due sconfitte consecutive Il ds: «Segnali che non mi piacciono e che non capisco, ne parlerò con i ragazzi»

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EMPOLI. Non è un allarme, ma in casa Empoli qualche meccanismo da registrare c’è. Non di gioco, o almeno non è quello il problema. Perché i risultati sono sicuramente peggiori del recente passato e forse anche la manovra ha perso un pizzico di brillantezza. Ma molto, in questo senso, è riconducibile alla difficile situazione legata soprattutto alla difesa con la quale Giampaolo e i suoi giovanotti stanno convivendo ormai da mesi: prima i problemi di Tonelli, poi quelli di Barba e Costa, quindi l’infortunio di Ariaudo. Pacchetto arretrato costantemente sperimentale, insomma. E senza le fondamenta, si sa, è difficile costruire un edificio solido.

Ma, come detto, il punto oggi sembra un altro. E si chiama nervosismo. Quello che era stato domato un po’ a fatica col Frosinone ma che, in casa del Sassuolo, ha prodotto gesti come le manette di Tonelli dopo l’espulsione o l’applauso al pubblico di casa di Saponara al momento del cambio. E anche proteste sembra troppo vivaci, nei confronti di un arbitro, il pessimo Valeri, finito ben presto nel pallone. «Qualcosa sta succedendo – ammette il ds Carli – ma fatico a capire da cosa posso dipendere. Fino a poco tempo fa siamo stati sempre bravi a gestire situazioni anche pericolose, ora invece no. Non so se è la voglia di spaccare il mondo o altro. Di sicuro sono segnali non ci piacciono e non mi piacciono. E di cui voglio parlare coi ragazzi al più presto».

Il confronto è previsto oggi, negli spogliatoi, ma Carli già mette le mani avanti. «Sono situazioni da affrontare con i ragazzi ed è giusto che restino tra noi e i ragazzi. Se puniremo Tonelli? I provvedimenti si prendono, non si annunciano. C’è un regolamento interno che, come è successo nel caso di Livaja, viene applicato quando è il caso. Tutto qui».

Sembra arrabbiato.

«Di sicuro mi dispiace aver buttato via una partita che avevamo in mano. Però mi consola anche la reazione che i ragazzi hanno avuto dopo il terribile 1-2 di inizio ripresa. Potevamo rischiare il tracollo, invece abbiamo riaperto la partita».

Allora è preoccupato per le sconfitte?

«Neanche quello. A parte quella di Napoli, dove siamo stati nettamente superati da una squadra più forte, le altre sono state anche figlie degli episodi. Ci sono solo questi segnali di nervosismo, ripeto, che non capisco fino in fondo e che voglio chiarire subito con i ragazzi».

Anche perché certi comportamenti hanno conseguenze anche sul futuro.

«È vero. Affrontiamo una squadra in palla come la Roma e ancora una volta ci troveremo a dover fronteggiare tante assenze. È un periodo così, c’è poco da fare. Gli infortuni capitano, il problema è che ci stanno capitando tutti nello stesso reparto, ovvero in difesa. Motivo in più per non rimediare squalifiche evitabili».

Intanto, però, c’è un difensore in più...

«Già. La nota lieta di Reggio Emilia è stata la partita di Cosic. Era al debutto dopo una lunga assenza ma mi è piaciuto molto. Anche per la personalità».

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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