Il lutto
Vertice al Castellani per decidere il destino di Livaja
La “punizione” arriverà dopo il confronto nello spogliatoio intanto l’attaccante si sarebbe già scusato tramite messaggi
EMPOLI. «Non sono un bad boy». Lo disse, Marco Livaja, nel suo primo giorno da giocatore dell’Empoli. E, fino a sabato scorso, aveva dato seguito a quelle parole che sembravano più che buone intenzioni.
Già, fino a sabato, perché quando ha abbandonato la panchina lanciando via il giaccone al momento dell’ingresso di Mchedlidze ha in qualche modo vanificato tutto quello che di positivo, a livello comportamentale, aveva fatto in questi mesi. «Livaja ci ricasca» è, ora, il ritornello di siti e pagine social. Ma sarà quella di oggi la giornata chiave per capire cosa succederà all’attaccante croato. I dirigenti azzurri, e in particolare il ds Carli, hanno deciso di aspettare l’adunata della squadra per parlare prima con lui e poi con tutti quanti - nella pancia del Castellani - di quello che è accaduto sabato scorso.
Nell’attesa, però, l’Empoli ha comunque deciso di prendere qualche provvedimento disciplinare. Cosa, di preciso, sarà reso noto presto ma per il giocatore si profila un’esclusione dalla lista dei convocati per due o tre partite. Molto, però, dipenderà proprio da Livaja. Nel senso che il suo atteggiamento, oggi, sarà determinante per decidere se usare il pugno di ferro o meno.
In realtà gli azzurri non vorrebbero lo scontro né tantomeno all’addio anticipato ventitolato su molte pagine web. E lo stesso giocatore sarebbe già pentito di quello che ha fatto. Sembra che già da domenica, infatti, abbia inviato messaggi di scuse un po’ a tutti: compagni, allenatore, dirigenti. Dovrà farlo di persona anche oggi, però. E, in questo caso, l’Empoli potrebbe davvero tenere di conto del buon comportamento che l’attaccante, a dispetto dalla sua fama, aveva avuto fino al fattaccio di sabato pomeriggio.
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