Sicurezza
Anche l’Empoli ora ha la sua kryptonite
Arriva un altro schiaffo dal Frosinone, ma questa volta la sconfitta della truppa di Giampaolo è ai confini della realtà
EMPOLI. La kryptonite dell’Empoli si chiama Frosinone. Già, proprio il minerale capace di stendere Superman, la truppa ciociara conquista - per distacco - il titolo di bestia nera (o nemico maledetto) degli azzurri bissando il successo dell’andata. Ma se il primo round fu segnato da un atteggiamento sbagliato della Giampaolo-band, stavolta per raccontare quello che accade al Castellani bisogna viaggiare lontano lontano, fino ai confini della realtà. Solo lì, infatti, si può spiegare una partita che gli ospiti portano a casa con 2 tiri nello specchio (percentuale realizzativa del 100%...) e che gli azzurri giocano non al top (qualche singolo appannato, qualche erroraccio) ma molto meglio dell’avversario. Si dice sia il bello del calcio. Ma stavolta per gli azzurri e il popolo del Castellani è solo una beffa. Non atroce, perché la classifica resta rassicurante, ma che un po’ brucia.
I numeri. Ko immeritato, dunque. Lo dice persino Stellone, a fine gara. Che pure festeggia una vittoria in trasferta (la prima in A, come quella del Matusa fu la prima in assoluto...) che mancava da 10 mesi e i giochi salvezza riaperti. Ma d’altra parte, anche se il calcio non è una scienza esatta, bastano i numeri a capire la stranezza: 6-2 i tiri in porta, 17-8 a quelli fuori, 16-1 gli angoli. Le sole voci in cui il Frosinone è avanti sono quelle negative: falli e ammonizioni. E contro imponderabile e fantascienza, si sa, c’è poco da fare.
Le colpe. Ovviamente l’Empoli non è stato perfetto, altrimenti non avrebbe perso. Ad esempio ha regalato due gol (male Ariaudo e Mario Rui sul primo, malissimo lo stesso Mario Rui sul rigore) a un avversario determinato ma con poche armi tecniche. Come all’andata il Frosinone è bravo a sfruttare quelle che ha, mentre l’Empoli, ed ecco la seconda colpa, non può chiudere una partita giocata sempre in avanti con un solo squillo all’attivo. Da rivedere, poi, restano certi frangenti di nervosismo (basta pensare a Livaja che, al momento dell’ingresso di Mchedlidze, lascia polemicamente la panchina...). In generale, infatti, la squadra resta lucida e arriva fino all’area ciociara con disarmante disinvoltura, ma ogni tanto cade nelle provocazioni degli avversari (aggrappati alla categoria in tutti i modi) senza che ce ne sia bisogno. Così l’Empoli finisce per sbagliare, fare confusione persino su un cambio (quello di Bittante per Buchel, con Martusciello che prova a rimediare: doveva uscire Zambelli) e agevolare l’impresa di una squadra ruvida, ma coi piedi decisamente poco educati.
Le consolazioni. Non come quelli di Saponara. Che dispensa assist e giocate come fossero noccioline. Non basta, è vero, ma è una garanzia, insieme alla prova complessiva, che l’Empoli può anche perdere ma non si è perso e, oltretutto, almeno per questa stagione non deve più sfidare la kryptonite Frosinone...
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