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L’avvertimento di Cosic «Attenti al Frosinone»

L’avvertimento di Cosic «Attenti al Frosinone»

Il difensore serbo è stato uno dei protagonisti della promozione dei ciociari Ora si è messo l’infortunio alle spalle e spera di debuttare presto in azzurro

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EMPOLI. Nel nutrito gruppo azzurro c’è anche un giocatore che, per ora, non ha consumato 1 solo minuto in campo. Eppure lui, Uros Cosic, proprio questa settimana è l’uomo più adatto per spiegare ai compagni quanto possa essere complicata la sfida di sabato.

Nel Frosinone, infatti, ha giocato gli ultimi 6 mesi della scorsa stagione ed è stato assolutamente determinante per la storica promozione in serie A dei ciociari. «È stato un’esperienza molto importante per me e per la mia carrieria – sottolinea il difensore serbo – di Frosinone ho solo bei ricordi e non posso che parlare bene della società, dei tecnici, della squadra e dell’ambiente».

Che tipo di partita sarà quella di sabato?

«Sicuramente complicata. Intanto perché in serie A di semplice non c’è niente, poi perché il Frosinone non ha perso le caratteristiche della passata stagione. È una squadra che lotta e che corre per 90 minuti. Non si arrendono mai, i miei ex compagni e non sarà facile superarli. Giocatori come Dionisi, Soddimo e Blanchard, poi, sono in grado di fare ottime cose anche in un contesto più complesso come quello del massimo campionato».

E di Cosic, invece, cosa ci dice?

«Che ora sta bene. Quando sono arrivati qui, in estate, praticamente avevo mezzo ginocchio (e sorride, ndr). C’è voluto un po’ di tempo per recuperare e, in pratica, ho potuto iniziare ad allenarmi in maniera serie e continuata con il gruppo a partire da metà novembre. Non è stato semplice, ma il peggio è passato».

Quindi ora potrebbe anche rispondere all’eventuale chiamata del mister?

«Sì. E spero che possa arrivare. Se non lo sperassi non sarei qui ad allenarmi tutti i giorni».

È rimasto l’unico del gruppo a non aver mai giocato eppure la società a gennaio non ha sempre detto di non volerla cedere...

«Ho letto anche io queste cose. Coi dirigenti non ne abbiamo parlato anche perché io non ho mai pensato di andare via. Comunque si tratta di un attestato di stima che mi fa molto piacere. E spero di poter ripagare questa fiducia sul campo».

Quanto ci tiene a consumare il debutto in azzurro?

«Molto. Ma non è la cosa a cui tengo di più».

E cioé?

«L’importante è che l’Empoli continui a giocare bene e a fare punti. Le cose personali, poi, passano in secondo piano».

La sensazione, peraltro positiva, è che in questo gruppo tutti si sentano partecipi, che giochino tanto o meno...

«In effetti è così. Qui a Empoli ho trovato un clima fantastico, come mai mi era mai capitato. È successo nello spogliatoio ma più in generale in tutto l’ambiente. In un contesto del genere è difficile sentirsi tagliato fuori. Ti senti partecipe perché tutti ti fanno sentire participe. Ed è davvero una bella cosa».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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