Gioco
L’Empoli mostra la faccia dura
Meno bello ma assai solido: dentro al primo 0-0 della stagione ci sono più luci che ombre
BERGAMO. Giampaolo aveva già capito tutto. E da mercoledì sera. «Quando non puoi vincere – aveva detto al gruppetto di tifosi che ormai lo aspetta per il tradizionale selfie di fine gara – è importante pareggiare». Una filosofia degna del “Principe” di Machiavelli, è vero, ma comunque inattaccabile. Il primo 0-0 della stagione, infatti, vale un altro passo avanti verso il traguardo, verso una salvezza che ormai sembra scontata ma che deve essere certificata dai numeri. E se non è il «piccolo passo per l’uomo ma grande per l’umanità» di Neil Armstrong (l’astronauata che battezzò con queste parole il primo tocco umano sulla Luna), vale almeno un passaggio sempre più sicuro nel mare della tranquillità (giusto per restare nella metafora).
La firma di Skoru. Tornando sulla terra, invece, si passa dalla sfida in casa dell’Atalanta che l’Empoli inizia decisamente bene (i primi 20 minuti di gioco non sono un dominio assoluto ma poco ci manca...) ma prosegue peggio. Dopo l’avvio da padroni, infatti, gli azzurri cominciano a soffrire i nerazzurri a metà frazione. Gli uomini di Reja, infatti, riescono ad allargare il gioco più spesso e meglio, mentre la manovra della truppa di Giampaolo si sviluppa con una marcia in meno del solito. Fatalmente, insomma, diventa prevedibile. Così i padroni di casa cominciano a ripartire con sempre maggiore convinzione approfittando anche degli errori. Come quelli di Mario Rui e Laurini, che permettono a Pinilla prima e Kurtic poi di arrivare a guardare Skorupski negli occhi e col pallone fra i piedi. Solo che l’Empoli non ha solo una grande squadra ma anche un portiere forte, che in entrambi i casi dice di no e che chiude lo spicchio di gara più difficile ripetendosi ancora su Pinilla (tiro da fuori) e, di fatto, mandando compagni e avversari al riposo sul nulla di fatto.
Fermi al palo. Davvero provvidenziale, il polacco. Perché nella ripresa la partita cambia ancora. O meglio, torna più vicina alle origini, con l’Empoli che fa gioco e l’Atalanta che aspetta e, ora, fatica a ripartire. Le condizioni climatiche (fa freddo e, soprattutto, piove con una discreta intensità dall’inizio alla fine) di sicuro non agevolano i piedi educati degli azzurri, ma anche la fortuna sembra aver voltato le spalle. Soprattutto a Saponara. Perché quando Paredes premia uno dei suoi inserimenti perfetti con un lancio altrettanto preciso, il rimpallo fra il disperato tentativo di recupero di Toloi e il fantasista produce un clamoroso palo, a portiere battuto. In altri tempi sarebbe finita diversamente, ma in attesa che torni (insieme a quel pizzico di brillantezza che, francamente, ultimamente è venuta un po’ meno), gli azzurri hanno il merito di mostrare anche la faccia dura. Di essere solidi, insomma. Con gli interni (Zielinski e Buchel) che mettono da parte il fioretto per tirare di sciabola, con Ariaudo che consuma un debutto decisamene positivo, con Giampaolo che continua a leggere bene le partite (tempestivo è positivo il cambio Zambelli-Laurini a chiudere la corsia di sinistra dopo il fisiologico calo del francese).
Terra di mezzo. Dentro il primo 0-0 del campionato, insomma, c’è molto. E le luci, tanto per cambiare, superano nettamente le ombre. Per capirlo, d’altra parte, basta guardare la classifica: l’Empoli è ai confini della terra di mezzo. Lontano, sempre più lontano, dai rischi e, tutto sommato, a portata di sogno. Uno di quei sogni, per dirla alla Marzullo, che aiutano (e neanche poco) a vivere meglio.
@DavidBiuzzi
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