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Non solo amarcord per il grande ex «Bello ritrovarli»

Non solo amarcord per il grande ex «Bello ritrovarli»

Sarri: «Partita dura, vincerla non sarà semplice» E replica al pronostico di Renzi... con la scaramanzia

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NAPOLI. La strada verso lo scudetto è lunga e tortuosa. Di ostacoli questa volta Maurizio Sarri ne troverà due: Il primo è il “suo” Empoli al quale sarà costretto a dare un dispiacere, l’altro è il presidente del consiglio Matteo Renzi che ha “gufato” pronosticando la vittoria dello scudetto ai partenopei. «A me fa piacere ritrovare l'Empoli – spiega Sarri – perché rivedo persone a cui devo tanto. Mi hanno insegnato molto. Detto questo comincia la preoccupazione di una partita difficile. Hanno fatto 15 punti in 7 trasferte e sono convinto che se tra 3 anni rileggeremo la formazione dell'Empoli ci renderemo conto che ci sono 4 o 5 calciatori che hanno fatto una grande carriera. Ci sarà da soffrire e molto. Renzi ha detto che vinciamo lo scudetto? Non so quanto il premier capisca di calcio. Spero che sia un grande intenditore...» aggiunge Sarri compiendo un eloquente gesto scaramantico.

Il tecnico può consolarsi con le buone notizie che arrivano da Higuain. «Ha preso solo un colpo al polpaccio, per evitare qualsiasi tipo di problema si è fermato e si è allenato. È a disposizione. Il mercato? Sapete che a me non interessa, i calciatori li ha scelti esclusivamente la società. Il mio compito è di farli rendere al massimo, dispiace per Grassi che appena è arrivato si è infortunato, ma tornerà presto».

La lotta per il titolo ormai sembra una sfida a due con la Juventus, ma per il tecnico di Figline i bianconeri restano sempre i favoriti. «La Juventus è palese che offre stabilità, noi non so cosa possiamo offrire. La nostra esperienza non è lunga. Penso che la nostra testa deve rimanere alla realtà pensando solo ad una partita per volta. È chiaro che la Juve ha monopolizzato il calcio italiano. Nonostante la classifica dopo le prime giornate, era chiaro che sarebbe risalita. Noi possiamo crescere ancora? Non esiste un gruppo che non cresce, altrimenti peggiora, spero che il meglio debba ancora arrivare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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