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Empoli

Quell’esorcista chiamato... Maccarone

Quell’esorcista chiamato... Maccarone

È stato Big Mac a fermare il Diavolo, proprio come l’anno scorso a San Siro

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EMPOLI. Ci ha pensato lui a tramortire i sogni del Diavolo. Ancora una volta, come era accaduto lo scorso anno a San Siro. Un gol di rapina, per fermare il Milan e arrivare a quota 9 in classifica marcatori, alimentando il suo magic moment. «Abbiamo fatto una grande partita – racconta Big Mac – siamo riusciti a rimontare due volte, siamo stati bravi a non disunirci e a provare ad imporre il nostro gioco. Ai punti alla fine meritavamo noi, però abbiamo commesso alcuni errori che non ci hanno permesso di vincere. Anche io ho sbagliato dei palloni che avrei potuto gestire meglio, comunque per come è andata la partita possiamo essere soddisfatti». L’Empoli si è dimostrato all’altezza. Alla vigilia sembrava difficile definirlo uno scontro diretto ma per quello che si è visto in campo è parso davvero così. «Noi dobbiamo soltanto andare avanti per la nostra strada e pensare partita dopo partita – spiega Maccarone – anche se, in questo momento, sarebbe poco realista dire che dobbiamo solo salvarci anche perché sennò io smetto di giocare tra due mesi. Ciò che sta facendo la differenza sono la mentalità vincente e il gioco». E Maccarone sa di poter segnare contro chiunque. Per lui è una vera e propria seconda giovinezza. «Ma non c’è nessun segreto – rivela – mi alleno con ragazzi giovani e devo cercare di lavorare bene per reggere il loro passo. I miei gol derivano dalle giocate della squadra, se la squadra gira riesco a segnare altrimenti no. Poi è ovvio che il mio mestiere è quello di fare gol e di cercare di buttarla dentro più volte possibile».

Alessandro Marmugi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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