Sicurezza
Giampaolo avvisa «Serve il massimo»
Il tecnico chiede ai suoi un’altra prestazione di alto livello «Ma non è giusto definire questa gara uno scontro diretto»
EMPOLI. L'Empoli prova a misurare le sue ambizioni. La sfida col Milan potrebbe rappresentare uno spartiacque a livello di obiettivi stagionali per gli azzurri ma per mister Marco Giampaolo ma vietato parlare di scontro diretto. «Il Milan nelle ultime partite è un altra squadra, si è trasformata nei principi e nei concetti di gioco – spiega – i punti in classifica sono quelli, ma con le qualità che ha può ristabilire le distanze. Noi dal canto nostro ce la giocheremo con l'ambizione giusta. L'ultimo Milan è una squadra forte, ho visto cose diverse rispetto a tempo fa, hanno dominato la Fiorentina che ha il miglior palleggio della serie A. Sono rinati, detto questo l'Empoli ci proverà, chiaramente dobbiamo fornire una prova eccellente, sappiamo che non possiamo stare sotto il nostro massimo, per riuscirci dobbiamo dare il 100%».
Il tecnico recupera Saponara ma deve fare a meno di Paredes. «Al suo posto giocherà Maiello – annuncia – è il suo ruolo naturale, Diousse in questo momento può anche aspettare. Rimane sempre un giocatore forte e che può ancora migliorare, ha subito un periodo in cui era meno reattivo ma questo è normale fa parte del processo di crescita, ha tutta la mia stima ma ha 18 anni e può aspettare il suo momento. Mchedlidze? Sta meglio, recupera giorno dopo giorno. Adesso dovremo valutare la sua condizione attraverso gli allenamenti».
Impossibile poi non fare un riferimento al mercato visto che i gioielli azzurri piacciono a tutti e che l'allenatore la scorsa settimana aveva parlato di un assalto alla diligenza. «Mi auguro che non parta nessuno – continua Giampaolo – mi auguro che si possa arrivare a maggio con questi giocatori. Ho parlato ieri con il direttore Marcello Carli e anche lui mi ha detto che non vuole prendere in considerazione l'idea di vendere nessuno, tantomeno Barba di cui si è parlato molto negli ultimi giorni. Sono contento del gruppo e non ho chiesto nessuno alla società. Col nostro modo di giocare abbiamo bisogno di conoscenze in quel ruolo, i calciatori vanno inseriti e aspettati, serve del tempo per entrare nei meccanismi di questa squadra. L'Europa? Non ci penso – afferma l'allenatore azzurro – penso che la squadra debba crescere e migliorare nell'interpretazione delle partite. Se faccio bene ottengo risultati e poi posso pensare ad altri obiettivi. L'unico pericolo è pensare di essere arrivati quindi cerchiamo di prevenire questo tipo di situazione. Bisogna tenere alta l'attenzione».
Infine il tecnico torna sul caso della settimana, lo scontro Sarri-Mancini. «La sentenza nei confronti di Maurizio è arrivata, gli sono state inflitte due giornate di squalifica in Coppa Italia, quindi c'è poco da dire. Inoltre ha avuto anche l'assoluzione da parte di Berlusconi...».
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