La protesta
«Ragazzi, mi fido di voi testa solo al campo»
Il mister: dobbiamo pensare a giocare il nostro calcio
EMPOLI. Ad inizio stagione era stata etichettata come una sfida salvezza, oggi quella tra Chievo ed Empoli è molto di più è forse la sfida tra le due più belle rivelazioni di questo campionato.
Lo sa bene anche Marco Giampaolo che però non vuol sentir parlare di punti o di classifica: «Si affrontano due squadre che hanno fatto bene nel girone di andata - spiega il tecnico azzurro - anche il Chievo come noi sta facendo un grande campionato. Parlare di scontro salvezza sarebbe stata comunque una forzatura anche se avessimo avuto qualche punto in meno. Nel girone di ritorno – prosegue l’allenatore abruzzese – la squadra non deve pensare nell'ottica di fare altri 30 punti, dobbiamo pensare a giocare bene, non si parte dalla fine' ma dall'inizio. Significa che dobbiamo creare i presupposti per giocare bene, giocare a calcio è con questi presupposti che possiamo poi creare il risultato, ragionare sui punti è sbagliato. Il Chievo? È una squadra che ha morale, è una squadra solida ben assortita, ha giocatori di qualità che sfruttano bene la profondità, una squadra ben costruita e temibile, ha vinto a Bologna e viene da un ottimo momento».
Diverse defezioni per il tecnico alla vigilia del match, l’Empoli si presenterà al Bentegodi decisamente incerottato.
«Saponara, Costa e Livaja non sono convocati, spero di recuperare al 100% Laurini e Mario Rui che hanno avuto qualche problemino in questi giorni. Abbiamo avuto una settimana difficile. Krunic? Fisicamente sta bene – spiega Giampaolo – ha recuperato dopo l’infortunio ed è pronto per giocare». Oltre che agli stop per problemi fisici la squadra deve fare i conti con le insistenti voci di mercato, che possono turbare l’armonia dello spogliatoio.
«Adesso la squadra rischia di essere meno isolata dalle voci di mercato – afferma Giampaolo - bisogna avere la forza di restarne fuori, bisogna avere l'atteggiamento giusto perché questo è un assalto alla diligenza. Non ho paura di perdere giocatori, ci sono valutazioni che vanno oltre l'allenatore, dobbiamo preservare i nostri calciatori dal punto di vista mentale, devono prendere questi apprezzamenti di mercato come motivo d'orgoglio, ma devono rimanere coi piedi per terra. Devono ricordarsi che il futuro si costruisce col presente. Qui hanno avuto tutti richieste, anche chi non ha mai giocato. La squadra si allena bene e mi fido ciecamente di loro però il mercato è senza dubbio un elemento di disturbo. Voglio che rimangano tutti a prescindere dagli obiettivi. Questa è una squadra che nasce da lontano – conclude il tecnico azzurro – costruita negli anni, che sta dando soddisfazioni a tutti, ma gli equilibri sono sottili, basta un attimo per perdere di vista la realtà».
Alessandro Marmugi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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