Il Tirreno

Empoli

Le nozze d’argento di Corsi

di David Biuzzi
Le nozze d’argento di Corsi

Il massimo dirigente festeggia 25 anni di presidenza con l’Empoli dei record

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EMPOLI. Le sue nozze d’argento con l’Empoli sono appena iniziate, eppure il regalo è già sul suo tavolo. Basta aprire il giornale, a Fabrizio Corsi, per vedere la sua “creatura” lassù in alto, ben piantata nella parte sinistra della classifica e con il record dei 30 punti conquistati al giro di boa. Non il solo dei primati raggiunti dalla truppa di Giampaolo, ma sicuramente il più indicativo. E per il massimo dirigente, che è salito alla presidenza giusto 25 anni fa, dovrebbe essere tutto bello, tutto azzurro. Già, dovrebbe.

Lui, infatti, sembra quasi infastidito dalle lodi che riceve, dagli attestati di stima che arrivano da tutte le direzioni e anche dalla stessa critica che in estate aveva dato poche speranze all’Empoli. «Di sicuro – sottolinea – nessuno poteva immaginarsi di chiudere l’andata a 30 punti, neanche noi. Solo Sarri, devo essere onesto, qualche settimana fa ha detto al nostro direttore Carli che avremmo girato a 28. Beh, ci è andato vicino».

Lei, invece, nel giorno dell’addio di Sarri aveva detto al tecnico di essere preoccupato più per lui che per l’Empoli...

«E visto che è campione d’inverno avevo sbagliato... a metà».

Ma come ci si sente lassù in alto?

«Come se fossi in casa di un altro. Sarà che non ci siamo abituati, ma non solo. Ora, cioé, dobbiamo evitare di commettere l’errore di guardarci allo specchio, di considerarci bravi. Non dobbiamo farlo in primis io e il presidente, ma neanche l’allenatore e i giocatori. Dobbiamo continuare a lavorare per migliorarci, tutti quanti. Solo così continueremo a raccogliere soddisfazioni».

Eppure non sono state tutte rose e fiori: avvio complicato e una settimana di autentica passione dopo il ko di Frosinone...

«È vero. E mi fa piacere che qualcuno se lo ricordi. Noi siamo fatti così, dopo Frosinone ci aspettavano partite difficili e avevamo assenze pesanti a cui sopperire. Però non ci siamo persi d’animo. Abbiamo portato avanti il lavoro in cui crediamo e ci è andata bene. Magari anche per un pizzico di fortuna. L’importante, però, è che l’equilibrio con cui abbiamo vissuto quei giorni duri sia lo stesso con cui ora vivremo questa e magari anche le prossime settimane. Se vogliamo rovinare tutto, però, sappiamo quale strada prendere: quella dell’auto-compiacimento».

Quindi è inutile chiederle se sta facendo un pensierino all’Europa?

«Vi dico questo: alla fine delle partite io guardo quanti punti ha il Frosinone e mio figlio Guido quanti ne hanno Sassuolo e Milan. Chi è spensierato, insomma, fa bene a sognare. Anche agli stessi giocatori, se lo interpretano nel modo giusto, un obiettivo del genere può fare bene. L’importante è che i dirigenti e l’allenatore restino sempre coi piedi per terra. Sfruttando anche quel fantastico ambiente che c’è qui a Empoli. A mi riferisco non tanto a chi or sale facilmente sul carro del vincitore, ma a quei tifosi che ci sono stati vicini nei momenti bui».

Fabrizio Corsi come si sente dopo 25 anni di presidenza?

«Ogni tanto avverto la stanchezza, perché non tutti gli anni sono stati come questo. Ricordo che 4 anni fa, alla messa di Natale, qualcuno si rivolse a me dicendo che dovevo vergognarmi per come andava l’Empoli (nei bassifondi in serie B, ndr) mentre quest’anno, nella stessa chiesa, mi hanno chiesto se potevo posare per un foto con figli e parenti...».

Ora però c’è anche il capitolo stadio a tenerla impegnata: Maccarone ha detto che spera di giocare nel nuovo impianto, ce la farà?

«Spero di sì. Intanto perché Maccarone può giocare ancora per anni, poi perché il nuovo stadio è un’opportunità per tutta la città e mi sembra che l’amministrazione abbia deciso di provare a coglierla. Ad essere onesti, però, è il nostro amministratore delegato Ghelfi che segue questo progetto perché a questo progetto crede più di chiunque altro».

In tempi di mercato aperto l’ultima domanda è d’obbligo: cosa succederà all’Empoli?

«Probabilmente niente. Non abbiamo intenzione di cedere i nostri giocatori migliori perché questo ciclo non è ancora finito. Ci penseremo a giugno, semmai. E per quanto riguarda eventuali innesti io ritengo che i nostri rinforzi siano Mchedlidze e Tonelli, che deve recuperare al più presto, ma anche Saponara che deve tornare al top della forma dopo i problemi che ha avuto a dicembre».

Già, guai a specchiarsi: bisogna pensare a migliorarsi...

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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