Gioco
Assalto ai gioielli Ma il negozio azzurro non apre i battenti
La società blinda Tonelli che ha sempre più estimatori Ipotesi Rebic e Manaj, però tutto dipende da Mchedlidze
EMPOLI. «Se mi chiamano per i nostri non rispondo al telefono». Il ds azzurro Carli lo aveva spiegato, in tv, ancor prima della partita di Bologna. Ma la linea, l’Empoli non vende i gioielli, era comunque chiara da un po’. Lo stesso dirigente e il presidente Corsi lo avevano detto e ribadito.
Solo che ore, con la palla ferma fino al 6 gennaio, il mercato torna in primo piano e l’assalto - almeno mediatico - ai protagonisti di casa Empoli è ripartito. La differenza è che almeno per un giorno la copertina non spetta al principe della trequarti, Saponara, ma al leader della difesa, Tonelli (e non solo lui). Si parla di Lazio, Fiorentina, Napoli. Si fanno persino le quotazioni: 7 milioni («per questa cifra neanche una gamba», taglia corto Corsi in radio...), 11 milioni. Alla fine, però, ogni indiscrezioni sbatte sulla saracinesca abbassata. Già, quella del “negozio azzurro” che presidente e direttore sportivo hanno tirato giù da tempo.
E il discorso riguarda anche l’altro difensore di cui, da un po’, si parla in chiave mercato: Barba. Che in termini di minuti giocati paga l’ottimo rendimento di Costa, ma che a Verona ha dimostrato di essere più di una semplice riserva. L’eccezione alla regola, insomma, non sembra essere lui. Anche perché ci sempre anche il diritto di prelazione della Roma.
Anche in entrata, poi, la strategia è chiara: «non dobbiamo né vogliamo fare danni». Sono parole sempre di Carli che, tradotte, significano che potrebbe non arrivare nessuno. Tutto dipenderà dal recupero di Mchedlidze. Se non ci saranno intoppi non ci saranno neanche innesti. Altrimenti l’Empoli si guarderà intorno. Magari per Rebic della Fiorentina, già cercato in estate, o Manaj dell’Inter (i nerazzurri potrebbero proporlo), già con Giampaolo a Cremona. Ad oggi, però, sono meno che ipotesi.
@DavidBiuzzi
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