Gioco
Livaja: «La mia storia scritta sulla pelle»
Dai tatuaggi alla rinascita a Empoli, il croato si racconta
EMPOLI. La sua storia Marko Livaja se l’è scritta sulla pelle. Da gli inizi a Spalato a Milano, dalla Russia più ostile fino all’oasi di Empoli. Nell’inchiostro dei tanti tatuaggi che lo rivestono da capo a piedi c’è un pezzo della sua vita, della sua breve carriera che lo ha portato qualche mese fa ad arrivare fino ad arrivare in riva all’Arno.
Una scelta che il guerriero azzurro, rifarebbe altre mille volte.
«Venire ad Empoli è stata la scelta giusta racconta l’attaccante croato. Sono contento di come sta andando il campionato, la squadra va molto bene abbiamo ventuno punti e stiamo facendo una grande stagione. Sono contento anche di essere tornato in Italia dopo un anno di assenza. Empoli è una piccola città rispetto ad altre piazze dove sono stato, mi ricorda un po’ Cesena, ma qui mi trovo benissimo perché non mi manca niente e questa è la cosa più importante». Lo definivano un bad boy, ma lui li sta facendo ricredere tutti. L’arrivo in azzurro è stata una vera e propria rinascita dopo un periodo buio in Russia dove non si è mai ambientato. «Qui mi sto ritrovando – racconta Livaja - in Russia non ho passato un anno semplice perché ho avuto poco possibilità di giocare. Qui invece è tutto diverso, adesso ho iniziato a star bene, sto cercando di allenarmi al meglio e da quando sono arrivato ho anche perso diversi chili. Ora devo solo cercare di continuare così».
Un gol e qualche ammonizione, ma soprattutto una crescita costante per l’attaccante che ha mostrato due lati della stessa medaglia. Un po’ odio e un po’ amore come raccontano i suoi tatuaggi, quelli che ha “stampati” sul dorso delle mani.
«Su una ho scritto “hate”, che vuol dire odio, sull’altra “love” che vuol dire amore. Rappresentano un po’ le mie due anime». Per lui i tatuaggi sono molto importanti e oltre che un vezzo sono la testimonianza della sue esperienze di vita.
Quello che ha vissuto se l’è scritto sulla pelle. «Non so più quanti ne ho, dovrebbero essere tra i cinquanta e i sessanta – racconta – molti di questi ricordano momento della mia vita o persone importanti. Il primo l’ho fatto a quindici anni quando ero ancora un ragazzino in Croazia, e adesso che tornerò nella mia terra probabilmente ne farò altri».
Tante scritte sulla pelle, ma indelebile nel cuore resta il gol che ha portato in vantaggio gli azzurri nel derby contro la Fiorentina, una delle pagine recenti più belle della sua carriera.
«Sono veramente contento di aver fatto gol nel derby al Franchi di Firenze – spiega l’attaccante croato - ma quella partita mi rode ancora. Siamo stati davvero sfortunati perché non siamo riusciti ad ottenere i tre punti dopo essere andati in vantaggio per 2-0, potevamo portare a casa un risultato davvero importante. Ma lo sappiamo – prosegue Livaja – la Fiorentina è una squadra forte che sta facendo molto bene nel campionato italiano, non è mai semplice batterla. Però resta la grande gioia di aver segnato nel derby e di aver fatto esultare i nostri tifosi».
«Ora non voglio fermarmi voglio dare di più a questa squadra perché ancora non sono riuscito ad esprimere tutto il mio talento».
L’occasione giusta potrebbe essere già la gara di domani contro il Carpi, Livaja rientrerà dalla squalifica che lo ha tenuto fuori contro il Verona ed è pronto a giocarsi una maglia da titolare con Manuel Pucciarelli. «Io sono pronto – dice l’ex tra le altre di Inter, Cesena e Rubin Kazan - vediamo cosa deciderà il mister, le decisioni spettano a lui. Io sono molto carico penso di aver lavorato bene questa settimana e anche quella precedente anche se non ho giocato perché ero squalificato. Adesso sono pronto per la partita con il Carpi, una gara che per noi sarà molto importante».
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