Sicurezza
Empoli, Saponara non molla: "Pronto a stringere i denti"
Il fantasista non sta bene ma guarda oltre i problemi fisici e in un momento che considera decisivo vuole esserci
EMPOLI. Dici fantasista e pensi, inevitabilmente, all’estro in campo e all’indolenza fuori. A quei giocatori che spostano gli equilibri ma che hanno i vizi e vezzi della primadonna. È la regola, perù o meno, che come tale ha le sue eccezioni. Una, fortunatamente, è in casa Empoli e si chiama Riccardo Saponara. Già, perché il genio azzurro non è anche sregolatezza. Anzi. Conosce altre parole e altri valori, Saponara. Quelli che lo portano, ora, a non chiamarsi fuori in un momento in cui in molti si sarebbero già fermati. «Purtroppo non posso dire di star bene – spiega il giocatore – il problema agli adduttori me lo porto e me lo porterò dietro ancora per un po’, inoltre ho una caviglia non proprio a posto. Il problema è che tutti questi intoppi mi impediscono di allenarmi come vorrei e come dovrei. Ma non mollo».
Quindi ci sarà a Verona.
«Sono a disposizione del tecnico. Ovviamente lui conosce bene le mie condizioni ma se ci sarà bisogno di me, come sembra, non mi tiro indietro. Ho stretto i denti contro Fiorentina e Lazio e sono pronto a farlo ancora».
Non è un rischio?
«Può darsi, ma ogni decisione è presa in accordo con lo staff tecnico e con quello medico. Purtroppo si è fatto male anche Rade (Krunic, ndr) e altri compagni non solo al meglio. Dobbiamo sacrificarci tutti per la causa comune».
Non è un caso comune, però: altri al suo posto si tirerebbero indietro.
«Ma io rispondo per me, non per altri. All’Empoli sono molto legato e per molti motivi. E se c’è bisogno di stringere i denti io stringo i denti».
Fino a quando?
«Ormai fino a Natale. Abbiamo tre partite importanti che dobbiamo giocare al meglio. Poi arriverà la sosta e durante questo periodo potrò pensare a curarmi e a ripresentarmi al meglio nel 2016».
È un momento importante, insomma.
«Secondo me per noi può essere anche cruciale. Finora siamo andati bene, ma in queste ultime tre partite abbiamo la possibilità concreta di cambiare la storia della nostra stagione. In 270 minuti ci giochiamo una fetta di futuro, insomma, e questo non è certo il momento di pensare agli acciacchi. Mi dispiace, mi dispiace molto non poter affrontare queste partite al meglio, ma di sicuro darò tutto quello che posso dare».
Già. E non è poco...
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