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L’esercito-social dei centomila tifosi dell’Empoli

di David Biuzzi
L’esercito-social dei centomila tifosi dell’Empoli

Cresce il pubblico su Facebook, Twitter e Instagram fra attestati di stima e le richieste che non t’aspetti: "Non fate giocare Maccarone, altrimenti... non vinco al Fantacalcio"

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EMPOLI. È un esercito. Virtuale, è vero, ma pur sempre un esercito. Formato da centomila anime, quasi, per lo più giovani e giovanissime. Sono i tifosi 2.0 dell’Empoli. Quelli che seguono gli azzurri allo stadio, certo, ma anche sulle tribune dei social network. Sono tanti, tantissimi. Oltre 40.000 su Facebook e Twitter, quasi 20.000 su Instagram. E l’adunata non è stata neanche troppo lunga: le pagine ufficiale sono on line da poco più di 15 mesi. Un successo, insomma. Figlio, ovviamente, della filosofia che sta segnando l’Empoli ormai dall’inizio del ciclo-Sarri (risultati e bel gioco), ma anche dell’attenzione con cui il team dell’ufficio relazioni esterne della società, capitanato da Michele Haimovici, cura le sue finestre sui principali canali.

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IN CRESCITA. Un’attenzione che, in sostanza, non si spegne mai. «Se non altro – spiega Luca Casamonti, che le pagine le gestisce in prima persona – cerchiamo di tenerle sotto controllo il più possibile, anche per evitare eventuale storture. Come i commenti sui nostri post. In questo caso abbiamo una linea chiara: accettiamo l’opinione di tutti, ma offese e parolacce vengono sistematicamente cancellate. In qualche caso ci è capitato anche di segnalare alcuni utenti a Facebook per il contenuto dei loro interventi». In generale, però, le cose procedono a ritmo spedito, un po’ come l’aumento dei sostenitori. «Stiamo ormai per raggiungere quota centomila – spiega Casamonti – considerando i tre principali canali social. La curiosità è che, ad oggi, abbiamo più seguito su Twitter che su Facebook, che è il social più popolare al mondo. Il primo, però, è più diffuso fra gli addetti ai lavori».

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EFFETTO MCHEDLIDZE. Proprio la pagina Facebook, però, offre uno spaccato interessante, attraverso i suoi doti, di come si sia propagando l’onda azzurra. Degli oltre 40.000 “mi piace”, infatti, oltre la metà è stata raccolta in Italia, mentre l’altra è “spalmata” su tutti e 5 i continenti. Il paese straniero più “empolesizzato” è la Georgia. Merito dell’effetto Mchedlidze, che in patria è molto popolare, che ha portato quasi 1.500 sportivo a cliccare il “like” sulla pagina dell’Empoli. A seguire Algeria (1323), Albania (1296) e Tunisia (1049). Ma, in ordine sparso, ci sono anche 874 brasiliani che seguono l’Empoli, 723 in Messico, 127 in Vietnam e 91 in Azerbaigian (e chissà poi perché....). Sull’età, invece, la tendenza è, ovviamente, quella di Facebook. Ovvero la grande maggioranza è riservata ai giovani. Il 43% degli utenti, infatti, ha fra i 18 e i 24 anni, il 21% fra i 13 e i 17 anni. Solo il 2% del pubblico è rappresentanto dagli over 65 e lo stesso risultato è riservato alla fascia di età compresa fra i 55 e i 64 anni.

NIENTE BIG MAC. Dietro ai numeri, però, come sempre ci sono le persone e, soprattutto, i loro messaggi e le loro richieste. «La grande maggioranza di chi ci scrive – rivela Casamonti – vorrebbe fare un provino con l’Empoli. Richieste di questo genere arrivano in continuazione, soprattutto dai ragazzi ma anche da chi ha già passato i vent’anni. Arrivano dall’Italia e da tutto il mondo. Ed è chiaro che la pagina Facebook non è esattamente il canale migliore per proporsi. Per il resto arrivano spesso domande relative alla vendita dei biglietti, in particolare nelle settimane che precedono gli incontri di cartello, e del materiale a marchio Empoli. In questo caso cerchiamo di rispondere a tutti». Già, in questo caso. Perché poi ci sono i “fantacalcisti” con le loro proteste e le loro richieste. Alcune davvero singolari. La più curiosa, in senso assoluto, è relativa a un messaggio arrivato a poche ore dall’inizio della sfida, in posticipo, di Frosinone. L’interessato, in questo caso, chiedeva che Giampaolo non schierasse... Maccarone. Già avete capito bene. Big Mac quella partita non avrebbe dovuto giocarla. Il motivo? Senza il capitano azzurro in campo nella squadra dell’utente in questione - che peraltro faceva appello alla sportività della società azzurra - sarebbe entrato il fiorentino Kalinic, che aveva appena rifilato una tripletta all’Inter. Con quel bonus avrebbe vinto. «E ovviamente – chiosa Casamonti – non abbiamo risposto...».

LE SCUSE... CAPITALI. Ma ci sono anche episodi di tenore decisamente più positivo legati ai canali ufficiali dell’Empoli. Il più virtuoso, probabilmente, è legato alla sfida di Coppa Italia dello scorso anno contro la Roma. La partita, come ogni tifoso azzurro ricorda fin troppo bene, venne decise ai tempi supplementari da un calcio di rigore più inventato che generoso (peraltro per un intervento di Zielinski sull’attuale compagno Paredes...) trasformato da De Rossi. L’episodio suscitò molte polemiche, ma la reazione del pubblico romanista sui social è stata quasi univoca. «A partire dalle ore immediatamente successive al match – racconta Casamonti – ci trovammo la pagina letteralmente invasa dai messaggi di scuse dei tifosi giallorossi. E la cosa è andata avanti per giorni. Abbiamo avuto centinaia di post o commenti di quel tipo: ci dicevano che non erano contenti di aver vinto in quel modo, che erano dispiaciuti per noi e che sarebbe stato l’Empoli a meritare il passaggio del turno. Alcuni erano davvero molto sentiti, particolarissimi».

IL REGOLAMENTO INTERNO. Ma sui social, poi, ci sono anche i giocatori con i loro profili ufficiali. «In realtà – rivela Casamonti – ci sono anche delle pagine false, quelle che in gergo interno vengono chiamate “fake”. Ovviamente cerchiamo di bloccarle, dando risalto a quelle vere. I giocatori usano un po’ di tutto, ma ultimamente sono molto presenti su Instagram dove condividono con i loro tifosi molte foto». Nel gruppo il più attivo è senz’altro Lorenzo Tonelli, che al termine di ogni partita posta un breve e personale commento, ma che utilizza anche i social in modo diverso. E migliore. Già, perché ultimamente dalla sua pagina Facebook ha lanciato un’asta con le maglie azzurre - sue e dei compagni - autografate il cui ricavato è stato poi devoluto all’associazione Dynamo Camp che aiuta i bambini che problemi di salute. Per tutti i calciatori dell’Empoli, comunque, vige una sorta di regolamento interno non scritto, ma ricordato a più riprese all’interno dello spogliatoio. «È quello di non lasciarsi andare a troppe considerazioni personali legate al calcio – conclude Casamonti – perché il rischio è quello di innescare polemiche infinite, anche al di là della volontà di chi scrive, con i tifosi di altre squadre».

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