Il Tirreno

Empoli

I maestri di Bosnia chiamano Krunic all’esame di maturità

di David Biuzzi
I maestri di Bosnia chiamano Krunic all’esame di maturità

Dopo il buon debutto nel match col Sassuolo il trequartista deve confermarsi davanti ai big del pallone del suo paese

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EMPOLI. Il difficile viene adesso. Già, perché dopo il convincente esordio col Sassuolo (tanto convincente da essersi guadagnato i gradi di fantasista di scorta), Rade Krunic è chiamato al compito storicamente più arduo in qualsivoglia ambito sportivo: confermarsi. Un vero esame di maturità, insomma, che il giovane trequartista dovrà consumare in un teatro d’eccezione, l’Olimpico, e con una commissione esaminatrice... da brividi.

Gli eroi di Bosnia. Già, perché il ragazzo di Foca dovrà dimostrare di essere diventato grande, o almeno sulla strada della consacrazione, non a due avversari qualunque quanto a due autentici monumenti del calcio bosniaco. Si tratta, ovviamente, dei giallorossi Miralem Pjanic ed Edin Dzeko, che proprio con la Bosnia sono impegnati oggi nelle qualificazioni ad Euro 2016 a Cipro. Un confronto che sarà sicuramente uno stimolo, ma che di sicuro è pesante. Soprattutto quello con Pjanic, visto che i due (con le dovute proporzioni) si somigliano anche un po’. Si tratta, infatti, di centrocampisti di qualità che possono giocare dietro le punte, come sta facendo l’azzurro, ma anche da interno. Proprio Krunic era arrivato, in estate, appunto per la mediana, salvo poi avanzare la sua posizione già in estate e convincere Giampaolo come... l’altro Saponara.

Caratteristiche diverse. Ovviamente le caratteristiche sono altre. Krunic non ha il cambio di passo del principe della trequarti, né le sue capacità nell’uno contro uno e, almeno per ora, in zona-gol. Però, come accennato, contro il Sassuolo ha convinto. E senza troppe riserve. È piaciuto intanto per la personalità che è riuscito a mettere sul campo (lui che era all’esordio assoluto in serie A dopo la parentesi, breve e senza apparizioni, di Verona), ma anche per la partecipazione al gioco sia in fase di possesso che quando c’era bisogno di difendere.

Poche parole. Un atteggiamento che ha colpito lo stesso Giampaolo, che nei giorni successivi ha avuto parole di elogio per il suo allievo. «Mastica ancora poco l’italiano – ha detto l’allenatore – ma ha dimostrato di essere un ragazzo intelligente. Nonostante questo problema, infatti, in questi mesi si è allenato molto e bene dimostrando di aver capito i meccanismi del nostro gioco». Più fatti che parole, insomma. E ora la nuova sfida, appunto, è quella di dimostrare il suo valore anche a Pjanic e Dzeko. Per arrivare, magari, a giocarsi insieme con la maglia della Bosnia.

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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