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Per l’Empoli stavolta è un disastro

di David Biuzzi
Per l’Empoli stavolta è un disastro

A Frosinone butta via la partita e perde pure la testa: così non si va da nessuna parte, anzi...

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FROSINONE. Chi ha letto (il libro) o visto (il film) “Il diavolo veste Prada” non può che pensare a Miranda Priestly (la monumentale Meryl Streep) e alla sua reazione a una sfilata di dubbio gusto: l’arricciamento delle labbra. Un gesto con un significato preciso, catastrofe. E una catastrofe è la sconfitta dell’Empoli a Frosinone. Già, perché al Matusa gli azzurri non perdono solo una partita, peraltro importante, ma anche la testa. Si dimostrano così fragili da far crollare il castello di certezze faticosamente costruito con due o tre buone prove, messo in dubbio dal ko interno con l’Atalanta ma ora decisamente spazzato via.

Senza attenuanti. Stavolta, infatti, non ci sono attenuanti generiche. Certo l’arbitraggio di Guida è disastroso quanto e forse anche di più rispetto a quello di Gavillucci, ma stavolta il punto è un altro. Ed è, per farla breve, che l’Empoli si butta via contro un avversario inferiore. Un avversario che sfrutta bene le sue armi, come l’alta cifra agonistica e le qualità nel gioco aereo di Ciofani, ma che è capace di sbagliare 30 passaggi 30 nel corso del match. Che commette 26 falli ma, udite udite, sono gli azzurri a terminare in 10 e con un ammonito in più. Numeri che hanno una sola spiegazione: il Frosinone getta il cuore oltre l’ostacolo, l’Empoli no. Eccola, dunque, la catastrofe. Che si concretizza nella ripresa, quando Dionisi prima colpisce e poi stende gli azzurri, ma che prende forma già nel primo tempo. L’Empoli, infatti, dimostra di poter far male tutte le volte che accelera, ma il problema è che lo fa poche volte e, per di più, non concretizza quel poco che costruisce.

Crollo nervoso. Al riposo, insomma, si va con il nulla di fatto, ma anche con la sensazione che l’Empoli abbia qualcosa in più e qualcosa da dire. A patto, ovviamente, di respingere gli assalti ciociari. Che se la giocano come possono e come sanno: pressing, calcioni, palla lunga per il centravanti e tutti all’assalto della palla. Gioco elementare, ma tanto basta. Quando un rimpallo Costa-Ciofani diventa il gol del vantaggio gialloblù, infatti, per l’Empoli si spegne la luce. È il minuto numero 13 della ripresa e sia tempo che possibilità per rimediare ci sarebbero tutte. Ma è proprio da questo momento che la sconfitta diventa un disastro. Perché gli azzurri cadono nella trappola con tutte e due i piedi e perdono la testa. Giampaolo è il primo. E, a differenza di Udine, stavolta ritarda i cambi (visto anche che Paredes sarà uno dei pochi a salvarsi dal naufragio) e peggio fanno i suoi giovanotti. Appena entrati i rinforzi, infatti, Mario Rui va a controllare l’ennesimo lancio lungo dei padroni di casa con il piede sbagliato (il destro) e soprattutto con la sufficienza necessaria per lanciare Dionisi (ancora lui) verso il raddoppio. E, poco dopo, Saponara pensa bene di completare l’opera facendosi espellere per proteste e dicendo di tutto al direttore di gara. Il risultato è che ora prenderà sicuramente più di una giornata di squalifica e l’Empoli dovrà provare a risalire senza il suo asso, uno dei pochi in grado di far saltare sempre il banco.

A tinte fosche. Battuti, picchiati e beffati: ecco la sintesi di una giornata a tinte fosche. Stessi colori che, ora, incombono sul futuro. Con il gruppo che deve ritrovare lo spirito dello scorso anno (la supponenza l’Empoli non se la proprio permettere) e Giampaolo che, ad oggi, non rischia ma che deve trovare il modo di cambiare strada. Per che questa non porta da nessuna parte. Anzi, da una parte sì ma è meglio non dirselo...

@DavidBiuzzi

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