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Empoli

Pucciarelli: «Empoli, rialza la testa»

di Alessandro Marmugi
 Pucciarelli: «Empoli, rialza la testa»

L’attaccante carica i compagni e stringe i denti: «Ho ancora dolore alla caviglia ma farò di tutto per esserci»

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EMPOLI. Si toglie le scarpe e va verso gli spogliatoi Manuel Pucciarelli. Quella maledetta caviglia, che si è infortunato nella partita contro l’Udinese, continua a fargli male. Troppo facile arrendersi così senza tentare ed alzare bandiera bianca.

Il Puccia non ci sta e stringe i denti, perché lui la gara contro il Frosinone (domani alle ore 19) proprio non vuole perdersela. Già, perché una partita così può valere una stagione. E allora si prova a nascondere il dolore e a tirare fuori il coraggio.

«Ancora manca un po’di tempo alla partita – spiega l’attaccante azzurro – cercherò di mettercela tutta per recuperare anche se la caviglia mi fa ancora un po’ male. Spero di farcela, ancora non ne sono sicuro, ma farò di tutto per cercare di essere in campo e dare un contributo alla squadra in una partita così importante». Deve tenere a bada il dolore, Pucciarelli, ma anche la rabbia per quel rigore negato contro l’Atalanta, quando è stato letteralmente travolto mentre si stava involando in porta.

«È stato un episodio dubbio – dice Manuel senza giri di parole – credo che tutti si fossero accorti che era calcio di rigore, purtroppo l’arbitro non lo ha visto, sono cose che accadono anche se a velocità normale sembrava nettamente fallo. Il difensore è venuto verso di me senza interessarsi minimamente del pallone – prosegue – a mio avviso c’era fallo. Però è inutile adesso stare a recriminare, è andata così, adesso bisogna pensare solo alla prossima gara. Quando sono caduto a terra – aggiunge – pensavo che fischiasse calcio di rigore e invece non è andata così. In quel momento non ci potevo credere, tra l’altro poi il gioco era stato fermato e non siamo riusciti a capire perché. Ormai però è inutile stare a pensarci, indietro non si può tornare».

Oltre al rigore però, l’Empoli può recriminare per non aver giocato come al suo solito. «È sicuramente stata una partita sotto ritmo da parte nostra – racconta l’attaccante azzurro – però ogni gara ha una storia a sé. L’Atalanta è una squadra che non ti fa giocare come vorresti, è una squadra molto aggressiva e con qualità davanti e ci ha messo un po’ in difficoltà con molti cambi di gioco. Non era facile trovare spazi e fare le nostre giocate, già nel primo tempo dalla panchina si capiva. Siamo rimasti in partita nonostante fossimo andati sotto e poi per qualche episodio e anche per demerito nostro non siamo riusciti a rimetterla in piedi, nonostante fosse una partita che secondo me potevamo riprendere».

Una sconfitta che però non ha scalfito il morale della truppa che adesso è pronta a riprendere la propria marcia verso la salvezza. Il prossimo scoglio da affrontare però è di quelli pericolosi, si tratta di un vero e proprio scontro per la permanenza in serie A contro il Frosinone.

«Il morale è quello di sempre – rivela Pucciarelli – ma nemmeno dopo Udine eravamo tranquilli e sereni. Tutte le partite cerchiamo di lasciarcele alle spalle, sia che si vinca, sia che si perda, guardiamo solo alla gara col Frosinone perché giocheremo in un campo difficile contro una squadra che sta bene, che ha ottenuto un pareggio inaspettato in casa della Juventus. Dovremo scendere in campo consapevoli che si tratta di uno scontro importante, di uno scontro diretto e che vale sei punti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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