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Il ds Carli non ha dubbi «È la vittoria di Giampaolo»

di David Biuzzi
Il ds Carli non ha dubbi «È la vittoria di Giampaolo»

Il primo acuto stagionale ha celebrato in grande stile il rinnovo del dirigente «Dite che l’Empoli è tornato? In verità noi non ce n’eravamo mai andati...»

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EMPOLI. Non poteva esserci modo migliore per festeggiare, per celebrare un contratto appena rinnovato e prolungato fino al 2017. La firma, sul pezzo di carta, era quella del direttore sportivo Marcello Carli, l’uomo che ha costruito l’Empoli di ieri e di oggi, e il regalo glielo hanno fatto i suoi giovanotti sbancando Udine e portando a casa la prima vittoria di questa stagione.

«E devo dire – spiega subito il dirigente – che la gioia vera è stata proprio quella, vincere a Udine in quel modo. Ovviamente mi ha fatto piacere anche l’attestato di stima del presidente, che ringrazio, ma sapete che fra me e l’Empoli non c’è bisogno di contratti».

Magari bisognerebbe spiegarlo a chi parlava, settimane fa, delle sue imminenti dimissioni...

«Lasciamo perdere che è meglio...».

Ok, allora parliamo di Udine: l’Empoli è tornato?

«L’Empoli non se n’è mai andato. L’unico problema che ha avuto, ed è una mia responsabilità, è stato quello di avere la squadra al completo solo a fine agosto, in ritardo. D’altra parte il nostro mercato non poteva essere diverso, avevamo bisogno di mettere dentro i giocatori e soprattutto gli uomini giusti. Lo abbiamo fatto, ma come sapevamo a costo di prolungare l’attesa. E in questo contesto è stato eccezionale Giampaolo a non metterci pressioni di nessun tipo e a lavorare sodo senza mai lamentarsi una volta».

Anche al Friuli, in realtà, non è andato male: i suoi cambi sono stati decisivi.

«Quella di Udine è la vittoria di Giampaolo. Certo anche di un gruppo straordinario, che l’ha voluta e inseguita fino alla fine, ma la copertina se la merita il mister per quello che ha fatto dal primo giorno».

E cioè?

«L’eredità di Sarri sarebbe stata pesante per chiunque. Lui ha gestito e sta gestendo una situazione non semplice con umiltà e intelligenza. Doti che ci daranno ancora molto».

Intanto Udine ha detto che anche il problema della condizione atletica sembra sulla via della soluzione.

«Credo che anche questo discorso fosse legato al fatto che abbiamo completato la squadra in ritardo. Ma non ho mai pensato che fosse un guaio senza soluzione. Forse ci è mancata e ora ci manca un po’ di brillantezza, ma arriverà lavorando e giocando insieme».

Quindi ci sono ancora margini di crescita?

«Sì, in tutti i sensi. A livello fisico e non solo, insomma. D’altra parte non è da molto che il gruppo lavora insieme al completo. Ma vedendoli allenare penso anche che siamo sulla strada giusta».

Peccato che dietro l’angolo ci sia subito un altro impegno.

«Vero, non possiamo né dobbiamo distrarci o, tanto meno, sentirsi già a posto così. Con l’Atalanta prima e a Frosinone poi ci attendono altre due battaglie durissime e dovremo essere bravi come lo siamo stati a Udine se non di più. D’altra parte in serie A di semplice, se sei l’Empoli, non c’è mai niente. Noi abbiamo la follia di pensare di costruire un’altra impresa, un altro sogno. E sappiamo che per riuscirci ci aspettano ancora tanta strada e tanti sacrifici».

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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