L’Empoli “vendica” il popolo azzurro
Prima Paredes risponde a Zapata poi nel recupero l’infinito Big Mac trasforma in trionfo la trasferta vietata ai tifosi
UDINE. Il Dio del calcio esiste, ora ho le prove. Già, servirebbe un quadro di Massimo Ceccherini alias Libero nel “Ciclone” di Pieraccioni per immortalare un’impresa che profuma di favola. Quella dell’Empoli, che prima sbanda e poi domina, che soffrire e fa soffrire ma alla fine trasforma in un trionfo la trasferta che è stata vietata ai suoi tifosi. Il popolo azzurro, insomma, è vendicato. E nel modo migliore, visto che lo squillo decisivo arriva proprio sui titoli di coda e che, a firmarlo, non è un giocatore qualunque ma l’anima dell’attacco e del gruppo: capitan Big Mac.
L’erroraccio. E dire che, per tutto il primo tempo, sembra la solita storia. L’Empoli c’è, tiene bene il campo, ma punge poco, nonostante la solita poesia di Saponara che danza fra le linee come un Rudolf Nureyev del pallone. Non solo. Irrimediabilmente paga, e a carzo prezzo, un attimo di sbandamento. Quello del 19’, quando Barba regala una rimessa laterale ai bianconeri, Tonelli e Laurini si fermano a discutere e l’ex Di Natale ne approfitta per recapitare sulla testa della torre Zapata la palla del vantaggio. Una mazzata. Perché è vero che l’Empoli gioca, ma Maccarone (proprio lui) spreca l’unica (anche se gigantesca) palla gol e serve un miracolo di Skorupski (ai confini della realtà la parata su Kone al 40’) per restare nel match nonostante l’Udinese si limiti a rincorrere e picchiare (soprattutto lo straripante Saponata).
Giampaolo azzecca tutto. Ma la ripresa è un altro romanzo. Quasi una cavalcata. Iniziata dalle mosse vincenti di Giampaolo, che sgancia subito Ronaldo per Diousse (meno brillante del solito, ma ci sta) e poi Paredes per Zielinski. E il romanista, uno degli ultimi acquisti, certifica l’ottimo lavoro (sul mercato) del ds Carli proprio nel giorno del rinnovo (fino al 2017) del dirigente. Prima, infatti, costringe Fabbri ad espellere Kone all’ennesimo fallo dei centrocampisti bianconeri, poi va a completare il lavoro piazzando il piattone alle spalle di Karnezis sulla conseguente punizione. L’Empoli, che si era visto annullare un gol regolare di Big Mac, però non è sazio. E la condizione fisica che fino all’altro ieri sembrava il vero nemico diventa addirittura l’arma in più. Colantuono, che aveva già tolto Totò-gol, si copre con Marquinho e una sorta di 5-4-nessuno. Gli azzurri faticano a trovare il guizzo, è vero, ma la palla è sempre un discorso di loro competenza. Il rammarico è già pronto a fare capolino allo scadere, quando Karnezis prima s’inceppa su una sberla di Paredes (ancora lui) ma poi rimediata con un muro prodigioso su Saponara. Sul tramonto del match, però, proprio Saponara inventa e, stavolta, Big Mac fa tutto bene: corpo a proteggere la palla, Danilo cade nel tranello e destro incrociato dove non batte il sole. Ed è un trionfo. Un trionfo azzurro.
@DavidBiuzzi
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