Lutto
Coraggio e forza Così l’Empoli scopre Skorupski
Dalle ombre di San Siro alle luci col Napoli con un ordine da eseguire sempre: uscire
EMPOLI. La scena che resta negli occhi è quella del recupero del recupero, ovvero della parata sul tiro di Hamsik - passato fra una selva di gambe - che ha inchiodato il finale sul 2-2. Ma le immagini simbolo del riscatto di Lukasz Skorpuski sono altre.
E cioé le uscite kamikaze con cui ha aiutato la difesa a mettere la museruola a gente come Higuain. Più di una, insomma, ma su tutte quella su Gabbiadini, verso la fine del primo tempo, lanciato verso di lui come era capitato a Bacca a San Siro. Il rossonero, in quell’occasione, riuscì a saltare il portiere polacco e a metterla dentro. Il “puntero” di Sarri, invece, è sbattuto sul tempismo e la forza fisica dell’estremo azzurro.
Intervento da manuale, insomma. Ma dannatamente significativo viste le incertezze di Milano (soprattutto in occasione del raddoppio di Luiz Adriano). Episodi che potevano restare appiccicati addosso a un ragazzone col fisico da granatiere ma di 24 anni appena (è nato, a Zabrze, il 5 maggio del 1991) e alla prima esperienza da titolare (anche se nella Roma di partite importanti ne ha giocate).
Ma evidentemente Skorupski ha le spalle larghe e non solo a livello fisico. Coi nervi d’acciaio e il coraggio si è ripreso l’Empoli e altre scene significative sono arrivate a fine gara, quando prima il preparatore dei portieri, Mauro Marchisio, e poi praticamente tutti i compagni sono andati a congratularsi con lui.
Che, ai complimenti, risponde con gesti ormai consueti: alzata di spalle e sorriso d’ordinanza. Come dire: «Grazie, ma ho fatto il mio». E, tutto sommato, qualcosa di vero c’è. Come lascia intendere proprio la sua guida tecnica. «La nostra – spiega Marchisio – non è una squadra mediamente alta. Anzi. Sulle palle inattive siamo destinati a soffrire. Per questo è importante avere un portiere che esce. Anche a costo di sbagliare qualcosa. Lo stesso discorso vale anche sulle giocate filtranti in verticale visto che cerchiamo sempre di tenere la linea difensiva alta».
Serve l’aiuto di Skorupski, insomma. Che di fisico ne ha da vendere e di coraggio anche. Dopo Milano lo stesso Marchisio ma anche Giampaolo lo hanno rincuorato chiedendogli ancora di farsi trovare sempre pronto all’uscita, anche rischiando.
E lui, il gigante polacco, ha risposto presente. Ora, ovviamente, come tutti i compagni deve dare continuate alle prestazioni. Ma se la gara di Milano aveva lasciato qualche interrogativo, quella col Napoli sembra averli spazzati via tutti.
@DavidBiuzzi
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