La protesta
Il Friuli è vietato al popolo azzurro
Settore ospiti incompleto, il prefetto dice no alla trasferta
EMPOLI. Niente trasferta, lo stadio è vietato. Già, sembra incredibile ma (purtroppo) è vero: i sostenitori dell’Empoli non potranno seguire la truppa di Giampaolo a Udine. Non saranno sulle tribune del Friuli ad incitare capitan Maccarone e i suoi compagni, a soffrire e magari gioire insieme a loro.
Il divieto. Confermando le voci che già si rincorrevano dalla scorsa settimana, infatti, ieri mattina è arrivata la mazzata direttamente dal sito dell’Udinese: vietata la vendita dei biglietti ai residenti in Toscana, anche se in possesso della Tessera del tifoso. E non sono ammesse deroghe. La decisione, infatti, à del Gos, il gruppo operativo di sicurezza che deve vigilare sulle manifestazioni sportive. Ma, in sostanza, è una decisione del prefetto Vittorio Zappalorto. E, a quanto pare, non è relativa alla sola partita di sabato pomeriggio.
Stadio a metà. Il problema, infatti, è lo stadio Friuli. Quel gioiello che è stato appena realizzato ma non terminato. E l’ultima cosa che manca, guarda caso, è proprio il settore ospiti. Così le tifoserie avversarie semplicemente non sono più ammesse. È successo già ai sostenitori del Palermo - unica squadra finora impegnata in casa dei bianconeri - e succederà anche al Milan, che a Udine giocherà la successiva sfida interna di Totò Di Natale e soci. Almeno fino a gennaio, infatti, il problema non sarà risolto e Zappalorto evidentemente non ama le vie di mezzo: a suo giudizio, evidentemente insindacabile, non ci sono i margini di sicurezza per ospitare le tifoserie delle squadre avversarie in altri settori dello stadio, che pure viene decantato come un modello di modernità. E, dunque, niente tifosi ospiti finché il settore non sarà pronto.
Poche possibilità. In effetti sarebbe sufficiente riservare uno spicchio di un’altra tribuna agli ospiti, come già accadeva lo scorso anno. Nel debutto di Udine, addirittura, del Friuli era aperta la sola tribuna principale e i sostenitori azzurri trovarono comunque posto. E senza generare problemi di nessun tipo (come del resto abitudine consolidata). Stavolta, invece, non sarà così. Le diplomazie in realtà sono al lavoro, ma non trapela ottimismo. Resta da capire, semmai, perché uno stadio che il prefetto tiene incompleto abbia comunque l’agibilità per ospitare partite di serie A e, soprattutto, come mai a pagare siano sempre i tifosi...
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