Il Tirreno

Empoli

«È il mio maestro, ma voglio batterlo»

di Alessandro Marmugi
«È il mio maestro, ma voglio batterlo»

Saponara gioca in anticipo la sfida al Napoli: dovrà vedersela con Sarri che lo ha lanciato, l’amico Valdifiori e l’emozione

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EMPOLI. Pensi all’Empoli, degli anni scorsi, a Maurizio Sarri e i suoi giovani allievi e ti appare all’improvviso nella mente la scena più famosa del film “L’attimo fuggente”. Tutti i ragazzi che salgono sulla cattedra per onorare il loro “capitano” il professore che sta per andarsene interpretato da Robin Williams. Perché Sarri per questa generazione di calciatori è stato un po’ questo: un allenatore ma anche una guida, in alcuni casi forse un padre. Lo è stato soprattutto per Riccardo Saponara il giovane che probabilmente è riuscito a valorizzare meglio in questi anni. Per questo, per il trequartista azzurro, affrontarlo da avversario domenica sarà sicuramente una sensazione strana e particolare. «Sì – ammette Saponara - credo che questa per tutti noi possa essere una partita dal sapore particolare, perché credo che mister Sarri abbia contribuito alla nostra crescita, alla nostra esplosione, quindi ritrovarselo davanti dopo diversi anni di lavoro insieme farà un certo effetto. Anche per lui sarà così penso, però noi sappiamo che la gara sarà tanto importante per noi quanto per loro e sappiamo anche che una volta entrati in campo ci sarà solo il Napoli e non Sarri. Conterà soltanto vincere». Un rapporto speciale quello nato tra il tecnico di Figline e il trequartista. «Tra noi sin dalle prime battute in serie B c' è sempre stato un rapporto speciale – racconta Saponara – prima di tutto perché dal punto di vista tecnico lui individuò in me un giocatore che nemmeno io pensavo di poter diventare. Già dai primi allenamenti del ritiro estivo lo aveva già intuito e poi dal punto di vista umano è una persona che come poche altre ho conosciuto riesce a capire e sa entrare nella mia testa e in quelle di tutti i giocatori. Ci riesce con grande facilità individuando i pensieri, i blocchi e le problematiche che un giocatore può avere. È una persona con cui è difficile non avere un bel rapporto e credo che quello che provo io lo provino molti miei compagni». E a proposito di compagni sarà per Ricky quasi surreale ritrovarsi faccia a faccia da avversrio Mirko Valdifiori con cui ha condiviso praticamente tutta la sua carriera. «Si- ammette - forse questo sarà ancora più strano. Ci ritroveremo nella stessa zolla di campo, Mirko è il primo ragazzo della prima squadra con cui mi sono approcciato: quando la domenica sera rientravo a Empoli per andare a scuola me lo ritrovavo sul treno e facevamo i viaggi da Faenza a Firenze insieme. Ci siamo conosciuti li, eravamo entrambi due ragazzini ancora quasi spaesati e ci facevamo compagnia durante le tratte, cercando di ingannare il tempo e la malinconia di lasciare casa. Mirko – aggiunge Saponara - è stato uno dei primi amici che mi sono fatto e credo che sia uno dei migliori amici che ho nel mondo del calcio, ma so che nessuno dei due toglierà la gamba in caso di necessità durante la partita».

Amici-rivali, già, perché sia per il Napoli che per l’Empoli quella di domenica è una gara che potrebbe essere fondamentale. «Sarà una partita difficilissima, forse anche più di quella col Milan ma se proporremo lo stesso gioco e la stessa mentalità di Milano ce la potremo giocare».

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