Il Tirreno

Empoli

Scherzo del destino per il ritorno di Sarri

di David Biuzzi
Scherzo del destino per il ritorno di Sarri

Altro che sentimenti: questa volta il risultato pesa (per tutti)

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EMPOLI. Sembra uno scherzo del destino, o forse la sceneggiatura di un film. Qualcosa tipo “Sliding doors”, piccola del 1998 firmatta Peter Howitt in cui la vita di Gwyneth Paltrow prendeva due strade diametralmente opposte a seconda del convoglio della metro preso o perso.

Su e giù dal treno. Quel treno Maurizio Sarri lo ha preso nel maggio scorso, quando con il “suo” Empoli asfaltò il Napoli in una delle tante notti magiche vissute e fatte vivere al popolo del Castellani. La partita quasi perfetta, quella degli azzurri. Tanto da impressionare anche De Laurentiis. L’idea di affidare Higuain e soci alla cure del tecnico della tuta blu e l’anima rossa, infatti, nacque proprio in quell’occasione. È passata poi per varie vicissitudini, ma si è concretizzata in estate. Solo che ora c’è chi dice che Sarri da quel treno potrebbe anche scendere. E proprio alla fermata di Empoli, la terza di un campionato iniziato con la sconfitta in casa del Sassuolo e il pareggio-beffa del San Paolo con la Sampdoria (deciso, peraltro, da un altro elemento che con Empoli ha diverse cose in comune... Eder).

Tempi lunghi. Forse un’indiscrezione priva di fondamento, quella che vorrebbe Sarri già sotto esame, anche perché proprio De Laurentiis, la scorsa settimana, ha spiegato che l’allenatore può perderne anche 5 o 6 di fila senza rischiare. Un paradosso, certo, come sarebbe un paradosso cambiare dopo 270 minuti di campionato. La storia di Sarri, soprattutto quella empolese, dice che all’allenatore di Figline bisogna dare tempo, tempo e fiducia. In azzurro la sua avventura iniziò con 4 pareggi e 5 sconfitte nei primi 9 turni, ma dopo il primo acuto (quello di Lanciano) è stata un’ascesa continua, una gioia dietro l’altra.

Incrocio pericoloso. Comunque sia, il ritorno del grande ex - così come quelli di Hysaj e Valdifiori - non avviene nel momento migliore. Per nessuno. Se Sarri piange per il solo punto portato a casa in due partite, infatti, certamente non può sorridere Giampaolo che ne ha fatti ancora meno (cioé zero). Nessuno dei due rischia, ma entrambi hanno bisogno di risposte. E, possibilmente, di fare punti.

L’addio e l’accoglienza. Ma un minimo di curiosità è legata anche all’accoglienza che i tifosi azzurri riserveranno all’allenatore della promozione e della salvezza-spettacolo. Il legame, nei suoi tre anni a Empoli, è diventato fortissimo. A ogni partita Sarri aveva il suo coro, a ogni rischiamo della Maratona rispondeva con un saluto. Non è scontato, però, che l’accoglienza sia trionfale. Il lungo addio d’inizio estate, infatti, qualche strascico lo ha lasciato. Ce chi rimprovera al tecnico una frase pronunciata in inverno e che faceva pensare a un rapporto destinato a proseguire ancora: «Mi piacerebbe diventare il Ferguson di Empoli». C’è chi non ha digerito il fitto corteggiamento del Napoli ai gioielli di casa (oltre a Valdifiori e Hysaj sono stati richiesti Tonelli e, soprattutto, Saponara) e la chiamata di De Laurentiis a Martusciello (poco gradita anche a Corsi...). L’impressione, però, è che per Maurizio Sarri, alla “stazione” di Empoli, ci saranno tanti applausi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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