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Da Mourinho a Giampaolo Ecco il preparatore Rapetti

Da Mourinho a Giampaolo Ecco il preparatore Rapetti

È di Cascina e faceva parte dell’Inter dello Special One prima e dal Cagliari poi Al lavoro da ieri, completa la “squadra” formata da Selmi, Peresutti e Gemignani

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EMPOLI. Il mercato è finito ma le novità, in casa Empoli, non si esauriscono. Da ieri, infatti, lo staff di Marco Giampaolo può contare su un uomo in più. Un preparatore atletico, per l’esattezza: Stefano Rapetti.

Toscano di Cascina, Rapetti ha un passato nell’Inter di Mourinho. Nella società nerazzurra, in realtà, aveva iniziato anche in precedenza lavorando nel settore giovanile. Poi il passaggio in prima squadra, direttamente nello staff dello Special One insieme a Rui, Silvino e José De Morais. In nerazzurro era rimasto anche dopo l’addio del portoghese, lavorando con Benitez, Leonardo e Stramaccioni.

L’allora presidente Moratti lo sollevo dall’incarico proprio dopo aver preso la stessa decisione nei confronti di Stramaccioni. L’anno scorso Rapetti ha lavorato al Cagliari durante la gestione - non fortunatissima - di Zola. Ora la chiamata dell’Empoli. E anche in azzurro, dove la sua avventura è iniziata con l’allenamento di ieri, lavorerà in gruppo, insieme a Selmi, Peresutti e Gemignani.

«Da un po’ di tempo stavamo pensando di integrare lo staff – spiega il ds Carli – e alla fine pensiamo di aver individuato il profilo adatto con Stefano Rapetti, visto che ha lavorato ad altissimi livelli e insieme ad altri colleghi».

I motivi dietro a questa scelta, secondo il dirigente, sono più di uno. «Il primo – rivela – è che siamo in tanti. Abbiamo un gruppo di 28 giocatori e pensiamo che poter lavorare bene con tutti ci sia bisogno di diverse figure professionali qualificate. Il secondo è che nell’ottica di un progetto di crescita stiamo cercando di creare uno staff Empoli importante. Compiti e responsabilità saranno poi decise a seconda delle esigenze».

La condizione atletica, in effetti, era finita nel mirino dopo le partite con Vicenza e Chievo. Ma l’ultima sfida, quella di Milano, anche in questo senso aveva dato confortanti segnali di crescita.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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