Il Tirreno

Empoli

«Siamo pronti a giocarcela»

di David Biuzzi
«Siamo pronti a giocarcela»

Chiuse le trattative Carli fa il punto sulle operazioni fatte e sulla squadra

3 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. Nell’estate degli addii scopri, un po’ sorpreso, che alla resa dei conti quello appena andata in archivio è stato, almeno numericamente, una delle sessioni di mercato più importanti dell’Empoli: con il poker servito l’ultimo giorno (Livaja, Cosic, Paredes e Buchel), infatti, gli acquisti complessivi perfezionati dal ds Marcello Carli e dai suoi uomini (il team manager Accardi e il segretario Calistri) sono addirittura 12. E senza contare i rientri (Pelagotti, Martinelli e Ronaldo), l’acquisto di Saponara, la conferma del prestito di Zielinski e il riscatto della metà di Barba.

«Se chiedete a me del mercato – sottolinea proprio Carli – è chiaro che non posso che dirmo soddisfatto. L’unica cosa che mi dispiace è aver completato la squadra in ritardo, avrei voluto affidare prima tutto il gruppo a Giampaolo, ma abbiamo portato avanti le nostre idee prendendo, alla fine, che volevamo prendere. E, soprattutto, non smantellando la rosa. Abbiamo perso elementi importanti, molti non erano nostri, cedendo Valdifiori e Hysaj, ma per il resto abbiamo resistito ad ogni tentazione. Merito del presidente Corsi ».

Il gruppo è molto nutrito: ben 28 giocatori.

«Come lista dai 25 non abbiamo problemi, avendo tanti giovani cresciuti nel vivaio, ma è chiaro che saranno fatte delle scelte. E ai ragazzi interessati è già stato comunicato».

La sorpresa dell’ultimo giorno è stata l’arrivo di Cosic.

«È un ragazzo interessante che avevamo seguito. Quando si è aperta la possibilità di prenderlo dal Pescara lo abbiamo fatto perché in tutto il mercato abbiamo cercato di lavorare per il presente ma anche per il futuro. Inserendo, non a caso, elementi di una certa età e di una certa prospettiva come Camporese e Bittante».

L’acquisto di Livaja come è maturato?

«Ci lavoravo da un mese, ma non è stato facile. Trattare coi russi del Rubin Kazan è stato complicato, a un certo punto hanno anche cambiato allenatore e non sembravano più disposti a darlo. Ma la volontà del ragazzo e l’ottimo lavoro del suo agente hanno prodotto il risultato sperato».

Non ha avuto dubbi sulla sua fama da bad boy?

«Livaja lo conosco e lo apprezzo dai tempi del settore giovanile. Forse ha un carattere particolare, è vero, ma è un bravo ragazzo. A Bergamo ha gestito male una situazione difficile, ma alla sua età io ho fatto stupidate ben peggiori. Noi abbiamo fiducia, tanto da fare anche un sacrificio economico per l’ingaggio (più il prestito oneroso a 300.000 euro e il riscatto fissato a 4 milioni, ndr), ora dipende da lui».

E Paredes per quanto lo ha corteggiato?

«Anche lui a lungo. Ma in questo caso è stato molto bravo e corretto il ds giallorosso Sabatini, che ringrazio, perché quando ha deciso di mandare il giocatore a fare esperienza si è ricordato di noi. e Paredes si è convinto quando ha visto giocare l’Empoli e ha capito che qui le sue qualità tecniche saranno esaltate».

Capitolo Buchel.

«È un ragazzo che a me piace molto. Come caratteristiche mi ricorda Nainggolan perché ha qualità e forza. In questo siamo la trattativa si è allungata perché noi volevamo il prestito con diritto di riscatto (poi fissato a 1 milione, ndr) mentre la Juve voleva inserire l’obbligo. Sapevamo che il ragazzo voleva venire da noi, così abbiamo aspettato e, a un’ora dalla chiusura, l’abbiamo spuntata».

Alla fine pensa che sia nato un Empoli che può giocarsela?

«Se la poteva giocare anche prima. E lo ha dimostrato a Milano. Un brutto secondo tempo col Chievo non può bastare per smontare le nostre certezze. Può e deve giocarsela, poi sarà il campo a dire se ho lavorato bene o meno. Perché, come sempre, io mi prendo le mie responsabilità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa