Gioco
Calendario, spezzatino indigesto per i tifosi
Il presidente dell’Unione club Bagnoli: «Purtroppo chi paga il biglietto è l’ultima ruota del carro»
EMPOLI. C’era una volta il vecchio calcio che si giocava la domenica pomeriggio. C’era... appunto.
La Lega, infatti, nelle scorse ore ha diramato date e orari di anticipi e posticipi fino alla 17ª giornata di campionato con numerose variazioni sul calendario. Niente di cui stupirsi rispetto a quanto visto negli ultimi anni, anche se l’Empoli viene pesantemente coinvolto nei cambi di orario visto che su 15 giornate gli azzurri saranno impegnati fuori orario in ben 9 occasioni. Si parte alla 4ª giornata contro l’Udinese si finisce alla 17ªa col Bologna.
Una vera e propria girandola, resa ancor più curiosa dal fatto che tre gare casalinghe degli azzurri sono state spostate per concomitanza con altro evento cittadino. Fiera, concerti, altre manifestazioni? Macché tutto a quanto pare deriva dalla concomitanza delle gare interne della Fiorentina. Già perché quest’anno non esiste più la cara vecchia alternanza che faceva si che quando la Fiorentina era impegnata in casa l’Empoli andasse in trasferta o viceversa. La questura e la prefettura di Firenze sono ovviamente a capo della macchina organizzativa sia per quanto riguarda l’ordine pubblico delle partite dei viola che quelle degli azzurri e in alcuni casi la contemporaneità di due gare impedisce la gestione di entrambi gli eventi. È il caso della 5ª giornata, turno infrasettimanale in notturna, con Fiorentina-Bologna al mercoledì mentre Empoli-Atalanta è stata spostata al giovedì. Stesso discorso il 25 ottobre quando a Firenze ci sarà una partita molto delicata tra Fiorentina e Roma e così il match casalingo tra Empoli e Genoa è stato spostato al sabato alle 15. «Purtroppo i tifosi che vanno allo stadio sono diventati l’ultima ruota del carro – commenta Athos Bagnoli, presidente dell’Unione club azzurri – prima di tutto ci sono le tv, poi tutti il resto. In queste condizioni diventa anche più difficile organizzare le trasferte, penso ad esempio a quella di Palermo dove fino ad oggi era rischioso acquistare i biglietti e chi lo ha già comprato ha buttato via i soldi».
Alessandro Marmugi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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