Finanza
Senatore o sorpresa? Cupi è tutte e due
«Non mi aspettavo la chiamata nello staff ma è bello esserci»
EMPOLI. Ci vuole coraggio a definirlo un volto nuovo. Lui, infatti, a Empoli è arrivato per la prima volta addirittura nello scorso millennio, nel 1998 per la precisione, ma in questo primo spicchio di stagione è comunque una sorpresa. Andrea Cupi, infatti, nello staff tecnico di Marco Giampaolo ci è entrato all’ultimo momento. Eppure, appunto, Empoli ormai per lui è casa visto che empolese è la moglie, Bianca, ed empolesi sono i figli Rebecca e Niccolò.
«Ero già d’accordo con il responsabile del settore giovanile Bertelli per assumere la guida degli Allievi B – racconta l’ex difensore – poi mi ha chiamato il direttore Carli per parlarmi di questa possibilità. All’inizio ci sono rimasto di sasso. Gli ho pure chiesto tempo per pensarci e lui mi ha guardato come se fossi un marziano. Ero solo sorpreso, molto sorpreso, ma appena realizzato cosa mi stava dicendo ho detto sì con tutto l’entusiasmo del mondo».
E ora, a qualche settimana di distanza, si è pentito?
«Assolutamente no. Anzi. È una bella avventura anche se, ovviamente, sono aumentate pure le responsabilità. Il primo giorno dopo aver accettato, lo confesso, non ho né dormito né mangiato».
Addirittura? Eppure della prima squadra dell’Empoli è un esperto...
«Già. Ma quando giochi pensi a farlo bene e basta. In uno staff devi curare molti altri aspetti, dalla preparazione degli allenamenti all’umore dei ragazzi. È più complesso, ora me ne rendo conto, ma molto stimolante».
Insomma si trova bene.
«Molto. Un po’ credo di essere stato favorito dalla mia lunga militanza azzurra. Quando mi ha chiamato Carli per parlarmi di questa possibilità mi ha detto che avevano pensato a me per le mie doti umane e per i miei trascorsi. Mi sono sentito orgoglioso».
Fra l’altro ha ritrovato molti volti ben conosciuti...
«Dai magazzinieri al preparatore atletico passando per quello dei portieri. Ma soprattutto Martusciello, di cui sono stato persino compagno di squadra, che nello staff dell’Empoli è ormai un’istituzione e che mi ha aiutato molto. Anzi, mi sta aiutando molto».
E Giampaolo com’è?
«Mi avevano parlato di un allenatore molto preparato, meticoloso, e ora capisco perché. È un vero uomo di calcio, che parla di calcio anche mentre siamo a tavola o nei pochi momenti liberi che abbiamo. A livello umano, poi, è molto disponibile. Quando ci siamo presentati gli davo del “lei” e mi ha subito chiesto di passare al “tu” se volevo davvero lavorare insieme a lui. La cosa bella, poi, è che cerca molto il dialogo, il confronto di idee».
Anche per il cambio di modulo?
«Il cambio di modulo va visto come un’opportunità in più. Secondo il mister, e c’è da fidarsi, è adatto per mettere in luce le qualità dei nostri giocatori. L’importante è che loro, i ragazzi, siano disponibili e da questo punto di vista siamo garantiti al massimo. Poi, al di là dei numeri, contano lo spirito e l’interpretazione della partita».
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