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Luci e ombre a Viareggio Giampaolo: «Sì al 3-5-2»

Luci e ombre a Viareggio Giampaolo: «Sì al 3-5-2»

Opaco primo tempo, poi uomini e copione del match cambiano nella ripresa Poi Giampaolo fa chiarezza sul sistema di gioco che intende portare avanti

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VIAREGGIO. Quarta uscita e quarta vittoria estiva per gli azzurri targati Giampaolo. Stavolta, però, il test di Viareggio (appuntamento tradizionale) è segnato da luci ma anche da ombre. È il caso, quest’ultimo, soprattutto del primo tempo. Nella ripresa le cose vanno decisamente meglio anche se il clou arriva a gara finita quando Giampaolo annuncia e ufficializza il cambio di modulo: il suo Empoli giocherà con il 3-5-2.

Tante ombre. In avvio Giampaolo presenta il solito 3-5-2, ma con una formazione del tutto inedita. In sostanza dentro vanno tutte le secondo linee, con i baby della Primavera aggregati e con Camporese (in gruppo da pochi giorni) subito al centro della retroguardia. Di fronte c’è un Viareggio, fresco di promozione in serie D, che ha meno lavoro nelle gambe (una settimana) e quindi più sprint, ma anche tanti giocatori nuovi (10) che giocano insieme per la prima volta. Eppure sono proprio i padroni di casa a dimostrarsi più spigliati. La gara inizia con Picchi che impegna l’ex compagni Biggeri, ma prosegue con ritmi bassissimi e zero spunti (se si esclude un’incornata alta di Mchedlidze a metà frazione). L’azione degli azzurri parte male da dietro, dove il giro palla è lento e tratti impacciato, ma si sviluppa male anche in mezzo, dove Ronaldo perde molti palloni (è ancora indietro di condizione) e Brillante che a destra non sfonda (non è uno specialista del ruolo). Nel finale, poi, arriva anche il gol del Viareggio con Sciapi che salta fin troppo facilmente Camporese (bene fino a quel momento) e Borghini per poi infilare Skorupski. Una brutta chisura per una brutta frazione, insomma. Determinata di sicuro dalla condizione (gambe pesantissime e idee conseguentemente confuse) ma comunque decisamente poco confortante.

Si riaccende la luce. La ripresa si apre con la sola novità Pelagotti, mentre il Viareggio ringiovanisce ulteriormente la truppa (a parte il senatore Reccolani) e già al 3’ Mchedlidze pareggia con una bomba che s’insacca dopo aver sbattuto sulla traversa. Una reazione d’orgoglio che, con i progressivi cambi operati da Giampaolo, diventa anche altro. Prima entra Maccarone e Picchi firma il sorpasso, mentre attorno al 20’ c’è la maxi-sostituzione che rimanda dentro quello che, ad oggi, somiglia più di altro al vero Empoli. Il vestito è sempre il 3-5-2, con Saponara là davanti, ma gli interpreti sono diversi e si vede. Soprattutto Diousse si conferma la grande sorpresa dell’estate: si piazza nel ruolo di play e inizia ad orchestrare il gioco con velocità, vivacità e idee. Il resto lo fanno Mario Rui, uno di quelli che sembra decisamente a suo agio nel nuovo sistema di gioco, e proprio capitan Maccarone, che timbra due volte fissando il risultato sul 4-1. Particolarmente significativi le reti dell’attaccante: la prima nasce da un brillante schema su palla inattiva, uno dei punti di froza della gestione Sarri, la seconda al termine di una bella azione sviluppata proprio dagli altri elementi più in forma della serata: Diousse e Mario Rui.

Cambio di modulo. Poi, come detto, l’annuncio di Giampaolo che, finora, aveva parlato del 3-5-2 come del modulo di scorta. «Sarà il nostro sistema – dice – perché ritengo che sia il più adatto ai giocatori che abbiamo. Saponara? Più vicino alla porta farà ancora meglio».

Alessandro Marmugi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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