Sicurezza
Senza l’estro di Saponara le luci sono per Diousse
Il giovane centrocampista brilla e segna nell’amichevole in casa della Lucchese Dopo un primo tempo opaco Pucciarelli scava il solco e Piu chiude le danze
LUCCA. Una Lucchese ordinata e generosa regge un tempo al cospetto di un Empoli che risente, e non poco, dell’assenza del leader Saponara. Nella ripresa ci pensa Pucciarelli a mettere in cassaforte la 14ª edizione del memorial Gianpiero Vitali in ricordo di un tecnico-gentiluomo che ha lasciato tracce indelebili del suo percorso umano e sportivo guidando entrambe le squadre ad inizio della sua carriera di allenatore. Alla fine gli azzurri calano un poker, ma ad impressionare di più è la potenza, l’intuizione, lo scatto, la corsa di un ragazzo cresciuto nel vivaio: Assane Diousse, 18 anni da compiere, una vera forza della natura. Un altro gioiello destinato a un futuro in un grande club per le gioia di patron Corsi.
Lavori in corso. Le categorie contano. Negli ospiti - oltre al citato Saponara - mancano Signorelli e Krunic ma anche i neo acquisti Camporese e Costa e Mchedilidze siede in panchina con Big Mac (Maccarone ha le polveri bagnate e spreca almeno due nitide palle gol) e Pucciarelli (man of the match) di punta nel 3-5-2, il credo tattico che il nuovo tecnico Giampaolo sta portando avanti in questo primo spicchio di stagione. La squadra appare un po’ imballata e davanti sbaglia più del dovuto. Di contro i Baldini-boys si presentano nella prima assoluta al Porta Elisa con tanta buona volontà, ma decisamente poco brillanti e ancora lontani da una condizione fisica accettabile. È una sfida da lavori in corso, insomma, con tutte e due le squadre che si dimostrano ancora in rodaggio.
Diousse indiavolato. I ritmi, data l’afa che rende l’aria irrespirabile per giocatori già indolenziti dagli sforzi fatti durante la dura preparazione nei rispettivi ritiri, sono blandi e l’Empoli - in virtù di una maggior classe dei singoli - prova di tanto in tanto a dare una scossa alla partita con gli spunti dei solisti Maccarone e Pucciarelli. Manca però la necessaria incisività, oltre all’estro di Saponara. Unico che sembra non sentire la fatica è il quasi diciottenne Diousse. Un moto perpetuo capace di vincere qualsiasi contrasto, di ripartire in percussione, di aprire il gioco, di concludere a rete. Sua il terzo sigillo azzurro con un diagonale imprendibile (al 18’ della ripresa) dopo una bella triangolazione che di fatto conclude la sua gara. E la Lucchese? Compatta e solida nei reparti tiene bene il campo, prova a giocare a due tocchi senza mai buttar via il pallone e cerca di farsi viva, anche se in modo sporadico, con qualche timida ripartenza. In una parola per un tempo regge l’urto - nemmeno troppo forte - degli azzurri.
Doppietta fatale. Ad inizio ripresa, oltre al portiere Pelagotti, entra solo Hysaj a rilevare uno spento Mario Rui. Passano 5’ e un errore sulla trequarti di Rosseti, che perde banalmente palla, consente a Zielinski di involarsi e servire Pucciarelli che dal limite infila Di Masi con un tiro al volo che s’insacca nel sette alla sinistra del portiere. Passano 5’ e lo stesso attaccante con una bella azione personale in velocità mette il sigillo all’amichevole. Dopo la ciliegina sulla torta di Diousse, la girandola delle sostituzioni e il poker di un altro baby talento, Piu a sette minuti dal termine, servono solo per arricchiere il tabellino.
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