Il Tirreno

Empoli

Il talento Diousse è pronto a sbocciare

di David Biuzzi
Il talento Diousse è pronto a sbocciare

Ha incantato nel primo test ed è abituato a bruciare le tappe

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EMPOLI. Non bastano 45 minuti a fare un giocatore, per di più se consumati contro un avversario di categoria nettamente inferiore. Eppure il primo test del nuovo Empoli ha messo in mostra un nuovo gioiello: El Hadjj Assane Diousse.

Bruciare le tappe. Un ragazzino, visto che compirà 18 anni il prossimo 27 settembre, ma con doti e personalità da vendere. Chi frequenta il Castellani se n’era accorto già durante la passata stagione, quando si allenava in pianta stabile nel gruppo di Sarri per finire spesso in panchina, ma il debutto agli ordini di Giampaolo è stato addirittura sorprendente. Un po’ come la sua storia: senegalese di Dakar nel 2010 arriva in Italia per raggiungere il padre, entra nell’Empoli dopo un provino. Gioca nei Giovanissimi, ma finisce spesso con gli Allievi; la stagione successiva gioca negli Allievi, ma finisce spesso in Primavera; l’anno scorso gioca in Primavera ma finisce spesso in prima squadra. È uno abituato a bruciare le tappe, insomma.

Influenzare le strategie. Nel test di Montelupo ha giocato nel ruolo che Giampaolo gli ha ritagliato nella prima settimana di ritiro: play basso. Il piccolo (in senso anagrafico) della compagnia, insomma, nel ruolo di regista che per anni è stato di Valdifiori. Sembra un paradosso ma invece racconta bene questo ragazzo che alle doti naturali abbina grande applicazione nel lavoro quotidiano. In quel ruolo ha incantato con alcune aperture geniali - soprattutto a sinistra a premiare le incursioni di Mario Rui - ma si è fatto apprezzare anche per l’abnegazione in fase di non possesso e la carica agonistica nel pressing. Veloce di gambe e di pensiero, dunque, il giovanotto. Tanto che, come ammesso dallo stesso Giampaolo alla vigilia, Diousse può giocare in tutti i ruoli del centrocampo. Da vertice basso, insomma, ma anche da interno. E proprio questa sua duttilità potrebbe finire per influenzare anche le strategie di mercato: serve un regista da affiancare a Ronaldo o serve un interno? Ad oggi, ovviamente, entrambi. Ma continuando di questo passo - e con progressi così veloci ed evidenti - Diousse potrebbe dimostrare al tecnico e al ds Carli che uno dei due rinforzi, forse, c’è già.

Lavorare, lavorare, lavorare. Nel frattempo lui bada al sodo e sembra non lasciarsi attrarre dal canto delle sirene (ovvero dagli elogi). «Il mister mi ha fatto i complimenti e lo ringrazio. Ovviamente – spiega – fanno piacere. Però il mio compito non cambia: io devo scendere in campo ogni giorno per lavorare sodo, dare il meglio di me e cercare di crescere». Parole più mature dei suoi (quasi) 18 anni, insomma. Come del resto quello che seguono: «Nelle giovanili ho giocato sia da centrale che da interno – racconta – e non c’è un ruolo che preferisco. Conta giocare, in fondo, ma per farlo c’è solo la strada del lavoro. Per questo devo e voglio pensare solo a quello». Intanto, però, si capisce perché nelle scorse settimana sia Roma che Juve lo hanno chiesto all’Empoli. In entrambi i casi, però, il ds Carli non ha avuto dubbi: «No grazie».

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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