La manifestazione
«Squadra incompleta ma è un vantaggio»
Il ds Carli chiede tempo e le nuove norme gli danno ragione
EMPOLI. Ecco l’Empoli, o almeno qualcosa che gli somiglia. Già, perché a poco più di un mese dalla fine di una stagione esaltante, la terza e ultima targata Sarri, è partita quella nuova. Quella che nasce sotto il segno di Giampaolo ma anche, come ormai abitudine, di un avvio da lavori in corso, in tutti i sensi. Un anno fa erano quelli di ristrutturazione allo stadio, oggi quelli del campo di gioco. E, in tutti e due i casi, quelli di un mercato destinato ad avere tempi lunghi.
«Intanto partiamo e sicuramente partiamo con una squadra incompleta – sentenzia il ds Carli con la solita franchezza – l’ho detto anche ai ragazzi, negli spogliatoi. È un gruppo da completare».
Come?
«Con interventi in ogni reparto, in linea di massima. Questa è l’idea, poi è chiaro che molto dipenderà dal mercato, dalle occasioni che verranno a crearsi e naturalmente dal fatto se saremo bravi a coglierle o meno. D’altra parte completare non è sinonimo di migliorare».
In che senso?
«Che l’idea è quella di migliorare la squadra, ma il verdetto lo darà il campo. Se sbagliamo qualcosa potremmo anche finire per peggiorarla».
Per questo state prendendo tempo?
«Stiamo prendendo tempo perché ad oggi essere in pochi secondo noi è un vantaggio. Intanto si può lavorare meglio e il mister avrà modo di valutare con attenzione anche i tanti giovani che sono in gruppo, poi c’è la possibilità di cogliere le occasioni senza dover aspettare, magari, di fare una cessione prima di poter perfezionare un acquisto».
Ma c’è qualche operazione che può chiudersi in fretta?
«Ad oggi vi dico di no. Ma il mercato ha le sue regole e in pochi minuti può succedere quello che non è successo per giorni, settimana. Ci stiamo guardando intorno, seguendo anche le indicazioni di Giampaolo e cercando di non sbagliare. Di sicuro non faremo operazioni tanto per farle, ma dovremo essere convinti».
E il rischio di perdere altri gioelli?
«Quello c’è sempre. L’Empoli non può fare finta di niente davanti a offerte di un certo tipo. Ma abbiamo avuto la forza di dire di no ad una molta importante, quella del Napoli per Saponara, e di sicuro non svendiamo i nostri giocatori. Sono bravi e chi li vuole dovrà pagarli per quanto valgono».
Bisognerà armarsi di pazienza, insomma, e aspettare che i tempi maturino. Anche perché a favore della tesi del ds Carli c’è anche una nuova norma. Ovvero quella delle rose ridotte a 25, con 8 elementi che devono aver obbligatoriamente consumato la trafila delle giovanili in Italia. Per chi ha rose numerose, insomma, il rischio concreto è quello di dover mettere fuori rosa diversi giocatori, pagando stipendi a vuoto. Presentarsi con “buchi” da coprire, insomma, potrebbe essere davvero un vantaggio. Anche per chi, come l’Empoli, dovrà perfezionare innesti in difesa (almeno un terzino e due centrali), a centrocampo (almeno un interno) e in avanti.
@DavidBiuzzi
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