Il Tirreno

Empoli

A Big Mac ripetersi non basta

di David Biuzzi
A Big Mac ripetersi non basta

L’attaccante è pronto e carico più di sempre: «Dobbiamo puntare a fare ancora meglio»

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EMPOLI. È pronto, è carico. Come e forse anche più di sempre. Massimo Maccarone, il condottiero dell’attacco azzurro, sta spendendo gli ultimi giorni di vacanza a Palermo (arriverà in città ad inizio settimana come tutto il resto della truppa per visite mediche e test), ma con la testa è già proiettato avanti. Sul suo ennesimo ritiro, sulla nuova sfida da vincere con l’Empoli. Sfida difficile, perché nello sport confermarsi è più complicato che imporsi, ma Big Mac ha già in mente come fare: alzando l’asticella.

«L’Empoli deve migliorarsi – spiega l’attaccante – perché questo è il succo dello sport: cercare sempre di fare meglio dell’ultima volta. Dobbiamo farlo tutti insieme come squadra, ma anche come singoli. Io, personalmente, ho ancora tanta voglia, ho ancora tanto da dimostrare e da provare a dare. E se tutti ragioneremo in questo modo ci toglieremo altre soddisfazioni».

Che stagione si aspetta?

«Impegnativa, questo è sicuro. Ma, ripeto, dobbiamo e possiamo fare bene, fare meglio dell’anno scorso».

Non teme di dover fare i conti anche col fantasma di Sarri?

«L’importante è proprio questo, chiudere il capitolo. Sarri è stato un allenatore importante per l’Empoli, ha dato tanto e dobbiamo solo ringraziarlo. Ma ora c’è da scriverne un’altra di storia. Senza Sarri ma con tanti giocatori che in questi anni hanno fatto grandi cose e vogliano farne di meglio. È molto stimolante».

Senza Sarri ma con Giampaolo, allenatore che lei ha già avuto a Siena.

«Sì e fu un’ottima stagione. Sia per me che per il Siena. Sono contento che l’Empoli abbia scelto Giampaolo perché un allenatore che ha idee di gioco e organizzazione. Anche con lui scenderemo in campo sapendo perfettamente quello che dobbiamo fare».

C’è anche chi dice che sia stato lei a fare il nome di Giampaolo all’Empoli...

«E dice una fesseria, una grande fesseria. Anzi, sono contento di chiarire questo punto».

Faccia pure.

«Io sono un giocatore, non un dirigente. E i dirigenti dell’Empoli sono decisamente bravi e non hanno bisogno dei miei consigli. La verità è che il direttore Carli seguiva il lavoro di Giampaolo da anni e che la società ha deciso di puntare su di lui quando ha capito che Sarri non sarebbe rimasto. Io non metto bocca nelle decisioni del club, ci mancherebbe».

Intanto si è goduto un’estate fuori dal mercato, contento?

«Molto. Nelle ultime ho dovuto sempre pensare un po’ prima di tornare a Empoli. Stavolta ho potuto rilassarmi di più e meglio. Forse è per questo che sono così carico».

Sembra che lo stesso non possano dirlo i suoi compagni Saponara e Tavano...

«Ovviamente sto seguendo le vicende di mercato attraverso i giornali e i mezzi di informazioni. Non sono molto altro, ma si tratta di giocatori importanti per noi. Questo è chiaro».

Quindi spera di ritrovarseli a fianco nello spogliatoio?

«Lo spero e, detto in tutta sincerità, lo penso anche. Riccardo sa bene che un’altra stagione da protagonista a Empoli può essere determinante per la sua carriera e Ciccio è troppo legato a questa città. È chiaro che le lusinghe fanno piacere ed è giusto che rifletta per prendere la miglior decisione possibile, ma io credo che alla fine sceglierà di restare con noi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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