Gioco
L’Empoli saluta aspettando Sarri
Perde a San Siro ma tutta l’attesa è per la scelta del tecnico che arriverà a metà settimana
MILANO. Finisce com’era iniziata, con una sconfitta. Solo che fra Udine e Milano, fra Totò e Icardi, c’è di mezzo una storia. Quella del piccolo Empoli che è diventato grande giorno dopo giorno, allenamento dopo allenamento. Che ha dimostrato che il motto scelto nella passata stagione, quella della promozione in serie A, calzava a pennello per gli azzurri: con poco si fa tanto. Già, perché con lavoro, idee e sacrificio è stata costruita una delle stagioni più belle della quasi novantennale storia del club. Questo conta. E, ora, il punto caldo è un altro: capire - e capire in fretta - se questa fantastica avventura avrà un futuro.
Tutto troppo bello. Lo avrà sicuramente perché l’Empoli giocherà il suo undicesimo campionato di serie A, ma ancora non è dato da saperlo se potrà farlo con uno dei grandi artefici di questo miracolo sportivo, Maurizio Sarri. A palla ferma, cioé a ultima partita finita, il tecnico è tornato a parlare del suo futuro ribadendo - in sostanza - quello ce aveva già dichiarato nella conferenza stampa della vigilia. È combattuto, Sarri, perché - parole sue - ha paura di correre il rischio, restando, di rovinare una storia perfetta. «Cui mi vogliono talmente bene – ha detto – che non sopporto l’idea che me ne vogliamo meno». Lo avesse detto un altro avremmo pensato a una scusa. Ma, detto da lui, ci sta, ci sta tutto. Troppo bello per essere vero, in sostanza, o meglio troppo bello per rischiare di macchiarlo in qualche modo.
Il panorama. Sarri, infatti, ad oggi non ha una squadra. È in corsa per la Sampdoria, come quasi tutti (o almeno tanti), potrebbe finire nel mirino della Fiorentina, del Napoli o addirittura del Milan. Già, potrebbe. Ma sono ipotesi, possibilità. Dietro non avrà il vuoto, insomma, ma neanche un’ipotesi di lavoro concreta. I suoi dubbi, dunque, sono legati all’Empoli. E non alle eventuali cessioni - che lui stesso considera inevitabili - ma al paradosso di aver fatto troppo bene. In questo senso c’è stato anche un breve faccia a faccia col ds Carli in ritiro. «Abbiamo iniziato a parlare – ha rivelato ancora il tecnico – ma ci siamo resi conto subito di essere tutti e due troppo fusi. Ora stacchiamo per qualche giorno, poi ci rivedremo». Si rivedranno e decideranno. Sempre che in mezzo una delle ipotesi di cui parlavamo prima diventi trattativa, richiesta. Ma è un rischio che l’Empoli è disposto a correre. Anzi, il termine fissato per mercoledì, il 3 giugno, potrebbe slittare di 24 ore. Perché Sarri è impegnato ad Amalfi per ritirare l’ennesimo premio e perché mercoledì il panorama di Fiorentina, Napoli e Milan (guarda caso) potrebbe essere più chiaro. Intanto gli azzurri continuano a guardarsi attorno, senza cercare allenatori ma studiando chi, eventualmente, potrebbe provare a raccogliere un’eredità così pesante. E, ad oggi, il nome di Giampaolo (comunque sotto contratto con la Cremonese) resta il più gettanto.
La partita. Ah, dimenticavamo. C’è stata anche una partita, quella di San Siro. L’Empoli l’ha iniziata bene, poi si è seduto dopo i problemi muscolari di Saponara difendendosi con ordine fino all’intervallo. Nella ripresa, invece, si è scatenato un vero e proprio festival del gol. L’Inter ha imperversato, andando sul doppio vantaggio e dando l’impressione di poter dilagare. Poi si sono accesi Mchedlidze e Pucciarelli, infine i nerazzurri hanno avuto di nuovo la meglio. Una sfida divertente, insomma, che gli azzurri potevano interpretare meglio ma anche peggio. Ma ora interessa solo il futuro.
@DavidBiuzzi
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