Il Tirreno

Empoli

L’Empoli saluta con un altro show

di David Biuzzi
L’Empoli saluta con un altro show

Raccoglie meno di quanto semina, ma il siparietto Sarri-Eto’o è la fotografia della stagione

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EMPOLI. L’immagine più bella arriva alla fine della partita, dell’ultima esbizione stagionale dell’Empoli al Castellani. Mentre i giocatori si scambiano i saluti di rito a centrocampo, infatti, Samuel Eto’o si avvicina alla panchina degli azzurri e si sofferma con Sarri. Un colloquio di qualche secondo, un minuto al massimo, il cui contenuto viene svelato dallo stesso allenatore, poco dopo, in sala stampa: «Eto’o è venuto da me e mi ha detto che era onorato di conoscermi di persona. Cosa ho risposto io? Se mi stesse prendendo per il c... (vabbé, avete capito, ndr), è un grande anche in umiltà». Una scena da film, insomma: Mister Triplete, uno dei giocatori più titolati e famosi del mondo, che va a cercare l’allenatore che ha iniziato la sua avventura sulla panchina dello Stia, nel campionato di Seconda categoria.

Grande stagione. È una curiosità, ma soprattutto una fotografia di quello che Sarri e i suoi ragazzi hanno combinato in questa stagione che volge al termine. Sono partiti neanche in ultima fila, in una eventuale griglia, ma addirittura dai box. Una nutrita pattuglia di esordienti (e non solo i giovani: c’era anche l’over 30 Croce alla sua prima volta al tavolo dei grandi) che, giornata dopo giornata, ha conquistato una salvezza ampiamente e decisamente meritata e si è fatta conoscere - anche da campioni del calibro di Eto’o - per la qualità del calcio proposta. Una stagione con tante gioie, poche amarezze e due solo nei: quello principale è che il campionato è agli sgoccioli.

Più applausi che punti. L’altro, invece, è che i 42 punti messi fin qui conquistati - che non sono certo pochi - sono decisamente pochi rispetto al calcio prodotto dalla Sarri-band. E, anche in questo caso, la foto di ieri rende benissimo l’idea. No, stavolta non è quella dell’incontro fra l’allenatore e il campionissimo, ma la partita. Già, perché anche contro la Samp gli azzurri seminano molto di più di quello che raccolgono. È proprio una zampata di Eto’o, nel finale, a rimettere in piedi la partita dei blucerchiati e a tenere in vita le loro speranze d’Europa (ma se il Genoa avrà la licenza sarà assai dura...), ma per gran parte del match in campo c’è solo l’Empoli. Che, semplicemente, fa tutto di più e tutto meglio. Se si esclude, ovviamente, il solito problema di concretizzare là davanti. Un particolare che stavolta passa in secondo piano, visto che Maccarone e soci non avevano nessun interesse di classifica legato a questo match. Quello che c’era, però, era la voglia di evitare l’ira di Sarri (come a Verona) ma soprattutto quella di salutare nel migliore dei modi il popolo azzurro. Nel primo tempo, così, solo imprecisione, sfortuna e bravura di Viviano impediscono all’Empoli non di segnare un gol, ma almeno due o tre. Nella ripresa il copione non cambia e quando Pucciarelli interrompe un lunghissimo digiuno (non segnava da più di un girone) gli azzurri continuano a divertirsi e a divertire. Della Samp poche tracce (a parte lo show pre-partita del pittoresce Ferrero). Solo coi cambi, in rapida successione, Mihajlovic riesce a migliorare le cose. Soprattutto perchè Duncan ha una fisicità importante e coi centrocampisti azzurri stanchi (hanno corso come forsennati) qualche problema riesce a crearlo. Ci pensa Bassi a tenere in piedi la baracca con un paio di buone parate, finché proprio sui titolo di coda Eto’o piazza il colpo da fuoriclasse e regala ai blucerchiati un punto non del tutto meritato. Poco importa, però. Alla fine Empoli ed Empoli festeggiano insieme. Ed è giusto così.

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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