Gioco
Sarri insaziabile: «Voglio una macchina da guerra»
L’Empoli si congeda dal Castellani e il mister vuole la vittoria
EMPOLI. «Voglio che la mia squadra sia una macchina da guerra come lo è stata fino ad ora. Dobbiamo onorare il campionato, dare il massimo e congedarci al meglio davanti ai nostri tifosi».
Il Sarri-pensiero per queste ultime due gare di campionato e in particolare per quella di oggi con la Sampdoria è decisamente chiaro: Non mollare neanche un centimetro nonostante la salvezza sia ormai in tasca da un po’ e giocare fino all’ultimo minuto dando il massimo. «Mi aspetto una partita diversa da quella che abbiamo fatto col Verona – dice il tecnico – voglio una squadra che gioca con più cattiveria, vogliamo migliorare la classifica che abbiamo dare un senso al campionato, ho chiesto alla squadra di dare tutto e spero che la squadra metta in campo questo . Cosa ho detto ai ragazzi dopo Verona? Alla stampa ho detto le stesse identiche cose che ho detto negli spogliatoi ai ragazzi – dice – non mi è piaciuto l’atteggiamento. La sofferenza e lo spirito di sacrificio che sono il nostro marchio di fabbrica sono mancati e non vedo perché debbano mancare anche in queste ultime due partite. Siamo una squadra che deve sempre lavorare al massimo per rendere bene e dobbiamo farlo anche con i blucerchiati. Lo dobbiamo a noi stessi e ai nostri tifosi La Sampdoria? Ho visto una squadra di buona fisicità fisica tecnica, una squadra in grado di fare risultato con chiunque . Anche se siamo al100% con loro è difficile ma ci proveremo».
Il tecnico poi parla del suo rapporto con Mihajlovic che qualche settimana fa è venuto al castellani per assistere agli allenamenti dell’Empoli e per scambiare con lui qualche opinione. «Il nostro incontro ha destato scalpore, ma mi sembra abbastanza normale che ci possano essere scambi di opinioni. Gli allenatori alla fine sanno tre o quattro cose, tenere nascoste anche quelle non ha senso. Tra noi c’è un bel rapporto – aggiunge l’allenatore di Figline – ma per novanta minuti saremo avversari, forse più di due allenatori che non si conoscono, in campo è giusto che sia così. Turnover? Ripeto dare contentini ai giocatori vorrebbe dire prenderli in giro. Scenderà in campo la formazione che ritengo più forte, non ho visto grandi differenze di motivazioni in alcuni elementi».
Infine alla domanda se con la fine di questo campionato possa finire anche un ciclo vincente Sarri risponde in modo molto chiaro. «Questa squadra ha ancora molte cose da dire – dice il tecnico – ma non dipende da noi. Questo è un gruppo che ha ancora margini di crescita e che potrebbe ambire tranquillamente ad obiettivi europei. Ma capisco anche che la società abbia altre esigenze, che debba inevitabilmente mantenere la sua solidità per poter andare avanti, quindi non so alla fine le scelte che verranno fatte».
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