Sicurezza
Carli e l’ira di Sarri «Lui non molla mai»
Il ds parla dello sfogo dell’allenatore e anche del suo futuro
EMPOLI. «Abbiamo perso una partita da presuntuosi, se fosse per me porterei tutti in ritiro per una settimana intera». Le parole di Maurizio Sarri, pronunciate subito dopo la fine della partita di Verona, sono state così nette da sorprendere, anche se in realtà (giura qualcuno degli azzurri, ma solo sotto la promessa dell’anonimato...) negli spogliatoi è stato anche molto più duro. Uno sfogo insolito, per una squadra che doveva faticare a salvarsi e lo ha fatto con ben 360 minuti (recuperi esclusi) di campionato ancora da dover consumare.
Ma uno sfogo che, come sottolinea il direttore sportivo azzurro Marcello Carli, rientra pienamente nella filosofia di vita e di lavoro dell’allenatore dell’Empoli. Uno che non molla mai di un centimetro, in sostanza, che sta sul pezzo 13 giorni al giorno (come ha spiegato lui stesso ieri mattina a Coverciano tenendo una lezione ai giornalisti organizzata dal’Ussi), uno che pretende tanto perché dà tanto. «Maurizio Sarri è questo – sottolinea il dirigente – ormai dovreste conoscerlo almeno quanto me. Nella sua concezione del lavoro abbassare la guardia non esiste. Così ha visto un piccolo rilassamento e si è arrabbiato. Ma certe interpretazioni che sono state date al suo sfogo proprio non le accetto».
E cioé?
«È stato detto addirittura che era un modo per separsi dall’Empoli, per creare una frattura. No dico, ma scherziamo? Sarri oltre a essere un bravo allenatore è una persona estramamente seria e corretta. E questo teatrino del suo possibile addio mi ha stancato».
Però non è che la situazione sia poi tanto chiara...
«Non è vero, lo è eccome. E ve la spiego. Sarri ha un contratto con l’Empoli, l’Empoli è felice di continuare con Sarri e Sarri è felice di continuare con l’Empoli. Poi, come giustamente ripete lui da tempo, se arriverà un’offerta irrinunciabile verrà da noi a dircelo e ne parleremo. E di sicuro non tarperemo le ali al nostro tecnico. Ma è un discorso che vale per tutti, me compreso».
Cioé se ne potrebbe andare anche lei?
«Non credo proprio, perché per me lavorare nell’Empoli è il massimo. In nessun altro posto potrei fare quello che faccio qui con questa proprietà e con i collaboratori che ho. Detto questo se domani arriva il Real Madrid e mi offre 5 milioni all’anno per fare il dirigente dovrò per forza prendere in esame la situazione. Sarebbe un dovere nei confronti della mia famiglia. Ecco la situazione di Sarri è la stessa. Con l’unica differenza che il nostro allenatore è molto bravo e, giustamente, ha molti più estimatori di quanti non ne possa avere io».
Ma Sarri vi ha davvero chiesto di portare la squadra in ritiro?
«Sarri ha detto quelle cose per spronare i suoi e magari anche noi e tutto l’ambiente. L’Empoli non ha giocato una pessima partita, non ha fatto una figuraccia ma qualcosa è mancato. E siccome di partite ne mancano altre due l’allenatore vuole che tutti diano il massimo. Detto questo l’ipotesi del ritiro non è stata neanche presa in esame. Anche perché i ragazzi sanno per primi se e dove sono mancati».
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