Sicurezza
La salvezza a Tonelli non basta
«Non sarà una gara in tono minore, vogliamo regalare un’altra gioia a noi stessi e ai tifosi»
EMPOLI. Se il derby avesse un nome e cognome si chiamerebbe Lorenzo Tonelli, senza dubbio. Già perché lui, il difensore-bomber di casa Empoli, la sfida che corre lungo l’Arno la rappresenta in tanti modi e per tanti motivi. Uno su tutti: è nato a Firenze e il Franchi è stato il suo primo stadio - ce lo portava il nonno - ma Empoli è la sua casa calcistifica. In azzurro è cresciuto, nelle giovanili, e in azzurro si sta consacrando al tavolo dei grandi. Lo sta facendo con il suo (ottimo) lavoro di difensore, ma anche con i gol. Ne ha firmati 5 (ed è il vice-cannoniere della compagnia insieme a Saponara e dietro al solo Maccarone) di cui 1 proprio nella gara di andata. Una capocciata, sotto la Ferrovia, per sancire un pareggio più azzurro che viola.
E hai voglia poi di dire che nessuno è profeta in patria. «Quel gol è stata una grande gioia – ricorda Tonelli – e fortunamente non ha provocato troppi danni personali. Qualcuno, quando giro in città, mi guarda un po’ storto, ma non ho perso nessun amico. Battute a partite, a Firenze mi trattano sempre bene».
E quello di domani che derby sarà?
«Bello, mi auguro. Il derby è sempre una partita particolare, praticamente un mini-campionato lungo... due turni. Di certezze ce ne sono poche, ma un paio ce l’ho».
E cioé?
«Che noi lo giocheremo al meglio delle nostre possibilità e che sarà una partita molto difficile».
Ci spieghi il primo punto...
«Vogliamo regalarci un’altra gioia e ragalarla ai nostri tifosi. Sappiamo che ci tengono molto a questa partita, praticamente ce lo stanno ripetendo tutti i giorni, ma anche per noi è così. Quindi scenderemo in campo determinati».
Non è che la salvezza raggiunta rischia di togliervi qualcosa?
«Non credo, non credo proprio. Anzi. Al tirar del somme per noi può essere anche un vantaggio, perché scenderemo in campo senza pressioni legate alla classifica e, dunque, più liberi di testa. Giocheremo per divertirci e per divertire il nostro pubblico. E poi, come ho già detto, il derby fa storia per conto proprio, c’entra poco con la classifica».
Ma parlava anche di una partita difficile...
«Lo sarà sicuramente. Intanto per il valore oggettivo della Fiorentina e poi, secondo me, per quello che è successo a Siviglia».
I viola, però, ne sono usciti con le ossa rotte.
«Motivo in più per stare attenti. Una grande squadra, e la Fiorentina lo è, quando perde non vede l’ora di tornare in campo per riscattarsi, per dimostrare quanto vale. Quindi troveremo un avversario arrabbiato e carico».
Come lei che, a causa di una squalifica, si è perso la partita della salvezza...
«Già, non è stato proprio come sognavo io. Anche perché volevo andare comunque a Torino, ma il tecnico mi ha lasciato qui ad allenarmi in vista del derby. L’ho vista in tv, la partita, e avrei pagato per essere all’Olimpico a fare festa insieme ai miei compagni. Peccato, però mi sono consolato la sera, al Castellani, quando ho potuto riabbracciarli e celebrare questo traguardo insieme a loro e insieme ai nostri tifosi. È stato bello, ora vediamo di prolungare questa festa, nostra e della gente, proprio con il derby».
@DavidBiuzzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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