Gioco
È UNA FAVOLA GODIAMOCELA FINO ALLA FINE
DAVID BIUZZI. Come tutte le belle favole anche quella dell’Empoli ha avuto il suo inevitabile epilogo. Come tutte le belle favole anche quella dell’Empoli ha un solo, grande problema: finirà. Già,...
DAVID BIUZZI. Come tutte le belle favole anche quella dell’Empoli ha avuto il suo inevitabile epilogo. Come tutte le belle favole anche quella dell’Empoli ha un solo, grande problema: finirà. Già, fra meno di un mese - 24 giorni per la precisione - dovremo salutare una squadra che ci ha regalato mesi fantastici, indimenticabili. Una squadra che ha iniziato a correre lo stesso luglio, accompagnata da tante speranze ma ancora più dubbi. Di fronte aveva un’impresa che, francamente, sembrava davvero difficile. Ovvero quella di salvarsi, ma soprattutto di raggiungere il suo grande traguardo nello stesso identico modo con cui aveva conquistato il posto al tavolo dei grandi: con il gioco. Una pattuglia di esordienti, un allenatore che mai era arrivato così in alto, tanti giovani da dover “misurare” sul massimo palcoscenico.
Più rischi che certezze, insomma, se non la forte convinzione che questa strada fosse sì la più difficile, ma anche l’unica percorribile. E proprio su questa convinzione, però, che l’Empoli ha costruito la sua straordinaria impresa. A Mourinho, uno che qualcosina nel calcio ha vinto e sta vincendo, piaceva sentire il rumote dei nemici, a Sarri e ai suoi è piaciuto sentire e annotare tutti i pronostici. Quelli che davano gli azzurri non in ultima fila nella virtuale griglia di partenza, ma addirittura ai box. Partita dopo partita, allenamento dopo allenamento, l’Empoli ci ha preso gusto a smentire tutti, i gufi e quelli dalle facili profezie. E lo ha fatto in un modo che non ammette repliche, perché la salvezza matematica a 4 turni dalla fine è un capolavoro (solo nell’anno dell’Uefa, col campionato “segnato” da Calciopoli, era arrivata prima), perché gli attuali 41 punti in classifica sono addirittura meno di quanto meritato.
Una favola, appunto. E, ribadiamolo, peccato solo che debba finire, finire presto. Una squadra così, un gruppo così (leggete a chi i protagonisti hanno dedicato la salvezza: serve a capire i valori umani di questo gruppo eccezionale), lo seguiresti sempre e per sempre. Ma ora c’è un’altra cosa da fare: godersela. E allora godiAmocela.
@DavidBiuzzi
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