Sicurezza
Il commento - Il pugno di Denis a Tonelli: sono brutte lezioni per i figli
Denis è sicuramente un uomo che, come (quasi) tutti, alla famiglia tiene più che alla sua stessa vita, ma proprio qui sta il punto. Quello che ha fatto non è certo un esempio per chi deve educare
Denis ha ragione, Denis ha torto. Denis è un mostro, Denis è un padre di famiglia che difende i suoi figli. Sul web il dibattito non si placa: è iniziato con la foto postata dall’argentino su Instagram nella notte di domenica ed è continuata - commento dopo commento - per tutto il giorno sui vari social man mano che le notizie sul caso si arricchivano (di interventi) e si aggiornavano (di fatti). Di sicuro l’argentino non è il mostro di Firenze, così come Tonelli non è un martire. Sul diverso peso delle responsabilità, però, si è pronunciato il giudice sportivo e prima ancora il numero uno dello sport italiano, Malagò. Dato per buono che l’azzurro abbia minacciato l’argentino (anche se sarebbe bello scoprire quale ufficiale di gara avrebbe sentito quelle parole pronunciate, sembra, subito dopo la fine della partita...), l’aggressione avvenuta circa 15 minuti dopo, cioé a freddo, nello spogliatoio, non ha né può avere spiegazioni convincenti.
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Denis è sicuramente un uomo che, come (quasi) tutti, alla famiglia tiene più che alla sua stessa vita, ma proprio qui sta il punto. Quello che ha fatto non è certo un esempio per chi deve educare. La violenza non può e non deve essere una risposta. E, ancora oggi, c’è una nota che proprio stona in questa brutta vicenda: Denis posta la foto della sua bella famiglia, spiega al mondo perché ha avuto quella reazione, ma c’è una parola che manca e la cui assenza è significativa: scusa. Già, l’argentino non ha ancora proferito una parola di pentimento per quello che ha fatto. E questo è uno sbaglio che si somma allo sbaglio. Un’altra brutta lezione per i figli e, più in generale, per le giovani generazioni. Un silenzio che pesa come un macigno.
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